Rimettiamoci il cappello da apprendisti stregoni e diamo un’ultima occhiata agli elementi chimici (ma disponibili in natura) necessari alla vita e alla salute dei nostri ortaggi.

Dove eravamo rimasti? Nel precedente post abbiamo parlato di azoto e fosforo, adesso tocca al potassio, e poi guardiamo a cosa servono gli altri elementi secondari (non tanto per importanza ma per quantità) come calcio, magnesio e zolfo.

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Diamo al pomodoro l’attenzione che merita! Tutti ne parlano e tutti lo coltivano,  ma non sempre con successo…magari c’è un dettaglio che abbiamo trascurato o un dubbio sulla coltivazione che ogni anno si ripresenta, quindi per una volta bando alla ‘superficialità’ e affrontiamo l’argomento pomodoro punto per punto, con la dovuta calma e cura. Se invece siete in cerca di qualcosa di più semplice leggete il post sul pomodoro in balcone, è breve e più indicato per chi è alle prime armi.

Semina e temperatura: possiamo effettuarla in semenzaio (saranno perfetti dei piccoli vasetti) tra febbraio e marzo e trapiantare le giovani piante, nel vaso definitivo o in piena terra, quando saranno alte almeno 15 cm.

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Sinceramente la chimica non è mai stata il mio forte, tuttavia credo sia indispensabile capire di quali elementi hanno bisogno le piante per vivere e capire cosa facciamo quando arricchiamo il nostro terreno con del concime. Per cui per una volta trasformiamoci in ‘piccoli chimici’ e proviamo a non spaventarci quando su una confezione di fertilizzante leggiamo NPK, che non è l’acronimo di una sostanza esplosiva e neppure di una setta segreta di ortisti anonimi, ma sono i simboli chimici di sostanze nutrienti. Vediamo quali.

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Fagioli, piselli, pomodori, cetrioli, zucchine rampicanti, sono tutti ortaggi che per crescere, produrre e dare il meglio di sé, necessitano di un sostegno.

Entro maggio li avremo tutti nell’orto, quindi se non abbiamo ancora pensato a come dare loro un appoggio è bene iniziare a farlo. I più frettolosi penseranno che sarà sufficiente un canna piantata nel terreno e arrivederci! Credo invece che sia bene progettare dei sostegni stabili che non crollino al primo soffio di vento o al primo temporale e adatti all’ortaggio che dovranno aiutare.

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La melanzana ha bisogno di caldo per prosperare e dare il meglio di sé, per questo, specie se abitiamo al Nord, è meglio aspettare il mese di maggio prima di metterla sul balcone, quando sarà svanito il pericolo ‘sbalzi climatici’.

Le melanzane, specie le più comuni a goccia e di colore viola intenso, si sviluppano notevolmente, per cui coltiviamole soltanto se disponiamo di molto spazio. Tuttavia ci sono in commercio molte varietà di melanzana di dimensioni più piccole adatte a ogni tipo di balcone.

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