vincent-van-gogh-il-seminatore«Zappatori, seminatori, aratori, uomini e donne, che ora devo disegnare continuamente. Devo osservare e disegnare tutto ciò che fa parte della vita di un contadino, come molti altri hanno fatto e stanno facendo. Non sono più così inetto come un tempo davanti alla natura». Così scriveva Vincent Van Gogh al fratello Theo nel 1881. Evidentemente all’epoca ci fu un periodo di grande attenzione verso tutto ciò che riguardava la terra e la natura: erano in atto, allora come oggi, grandi cambiamenti e guardare alla bellezza, alla semplicità, all’umiltà della terra era a seconda dei contesti ‘rassicurante’ o ‘trasgressivo’.

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Lavori ortoVogliamo fare un ripasso veloce dei lavori da fare nell’orto di novembre? Caso mai smettesse di piovere e il terreno asciugasse un po’, ricordatevi che è ancora possibile andare nell’orto a sporcarsi le mani, oltre che le scarpe (il fango di questi giorni è impossibile)!

Semine – In coltura protetta al coperto si possono seminare tutte le insalate da taglio, rucola, valeriana, ma anche ravanelli. Se abitiamo in regioni dove il clima è mite si può invece seminare anche all’aperto. Cosa? Aglio, fave e piselli. Se al contrario da voi le temperature scendono troppo, dovrete aspettare la primavera! Non dimentichiamo poi la semina dello spinacio invernale!

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TrocnoQuando le temperature calano e l’orto sembra fermarsi, nel frutteto c’è ancora qualche lavoretto da fare. Dopo avere ripulito il colletto dei nostri alberi (come descritto nel precedente post sul controllo degli alberi da frutto), approfittando proprio del fatto che le chiome sono completamente spoglie e prive di foglie potremo procedere con la pulitura e la cura dei rami alti. Ecco come procedere. Procuriamoci una bella spazzola di radica, o comunque una spazzola bella robusta, e diamo ‘una strigliata’ ai tronchi, poiché già questo semplice gesto sarà sufficiente ad eliminare alcuni afidi. Dopodiché potremo irrorare i rami ben puliti con dell’olio bianco o con un ‘miscuglio’ ancora più naturale a base di poltiglia di argilla.

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Funghi InOrtoDi lettere a InOrto ne arrivano molte, perlopiù sono richieste di aiuto su come risolvere problemi o su come coltivare le piante. Ma ogni tanto arrivano anche e-mail di chi vuole dare consigli e condividere competenze. Sono preziosissime perché basate su esperienze personali e fanno di InOrto un luogo bellissimo di incontro e di scambio.

La mail che ci ha scritto Francesco Lorenzon è una di queste, ci racconta come da un ‘capriccio’ di gola è nata una passione: la passione di coltivare funghi a casa propria, in un magazzino qualsiasi senza troppi accorgimenti, all’inizio così, quasi per gioco. La lettera di Francesco è divertente e istruttiva e pensiamo possa essere utile a chi in futuro volesse cimentarsi e sperimentare questo tipo di coltivazione.  Buona lettura!

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FoglieA proposito di autunno e di foglie che cadono ho appena finito di leggere sul libro ‘Bosco e giardino’ della scrittrice inglese Gertrude Jekyll, una delle migliori giardiniere mai vissute, questo suggerimento riguardo all’impiego delle foglie autunnali. InOrto ha già dedicato un articolo all’utilizzo del fogliame come pacciamatura e come compost, tuttavia questa signora ha qualcosa da aggiungere.

“Le foglie di quercia sono le migliori, poi vengono quelle di nocciolo, di olmo e di castagno. Quelle di betulla e di faggio non sono altrettanto buone; le foglie di faggio soprattutto impiegano troppo tempo a decomporsi.

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