Cavolo cappuccioIl cavolo cappuccio (Brassica oleracea capitata) è una grande risorsa della cucina invernale, ma anche primaverile ed estiva, a seconda del periodo di semina e della varietà prescelta. Ma è soprattutto in inverno, quando tutte le altre verdure scarseggiano, che il cavolo cappuccio ci viene in soccorso e, sia crudo in insalata che cotto stufato, ci aiuta a risolvere un pasto. E se coltiveremo una varietà rossa avremo, oltre a tante proprietà antiossidanti, anche un bel tocco di colore prima nell’orto e poi a tavola.

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MannaStavo per postare questo filmato sulla nostra pagina fb, per sottoporlo alla vostra attenzione. Ma poi mi sono detta che a una  storia così bella non può essere dedicato un solo ‘attimo fuggente’, perché succede così agli argomenti postati su fb: un attimo e tutto viene dimenticato! Giulio si meritava una maggiore attenzione e una permanenza stabile all’interno del nostro blog.

Nel filmato Giulio Gelardi, ci racconta con un accento siciliano molto poetico e commovente, perché ha deciso di diventare “il servitore di Yggdrasil”, ovvero coltivatore di frassini e raccoglitore di manna. Forse tutti sapranno che cosa è un frassino, ma certo molti non sanno che cosa è la manna.

 

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SalicePer una volta lasciamo l’orto e il frutteto al ‘loro destino’ e parliamo di un albero che non produce alcun frutto: il salice. Un salice nell’orto può comunque sempre essere utile: per rinsaldare una proda, per ricavare dei legacci ecologici e biodegradabili, per fare delle strutture verdi e, perché no, semplicemente per abbellire un angolo dell’orto.

Perché il salice è una bella pianta, umile e duttile, si adatta a qualsiasi luogo e si presta, come abbiamo visto, a molti impieghi. E non ditemi che conoscete soltanto il Salix babylonica, il cosiddetto salice piangente, che poco si adatta all’orto, perché molto grande e bisognoso di troppa acqua. Certo che è di grande effetto! Ma anche la specie più piccola e modesta, avrà sempre una chioma morbida, rami colorati, germogli spesso soffici e vellutati e…

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AngcocoOggi parliamo di anguria (Citrullus lanatus) o, come viene chiamata dalle mie parti, cocomero. Perché parlarne a febbraio se è un frutto prettamente estivo? Semplice: primo perché se ne parlo a giugno è troppo tardi per pensare di coltivarla in estate, secondo perché un lettore ce lo ha chiesto espressamente e questo per noi é sempre un valido motivo per affrontare un nuovo argomento.

Iniziamo col dire che l’anguria appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee, una famiglia molto illustre nell’orto, perché vi appartengono tutti ortaggi curiosi, di importanza e dimensioni considerevoli: cetrioli, meloni, zucche e angurie. Tutti bisognosi di terreni ricchi, freschi e acqua a sufficienza.

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Raccolta fave scuolaSe desideriamo avere domani uomini attenti al proprio territorio, sarà ai bambini di oggi che dovremo insegnarne l’immenso valore. Per fortuna sono sempre di più le scuole sensibili a questo argomento, che si stanno responsabilizzando e attrezzando, tra queste l’Istituto Comprensivo Binotti di Pergola in provincia di Pesaro, che alla fine dello scorso anno scolastico ha salutato studenti, insegnanti, genitori e abitanti del luogo, presentando il proprio orto.
L’orto, di quasi duemila metri quadrati, si estende dietro la scuola, ed è gestito e curato dai ragazzi e dagli insegnati, sotto la guida esperta di Paolo, un agricoltore della zona che fin dall’inizio ha preso a cuore questo pezzo di terra.

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