Osvaldo patateCi sono patate e patate, e posso assicurarvi che quelle che coltiva Osvaldo sono le più buone di tutte. Sarà perché la sua terra si trova a 800 m di altitudine e guarda il mare, sarà perché ha un’esperienza ultra-decennale, ma posso assicurarvi che la qualità delle sue patate è veramente superiore! Nel suo caso possiamo proprio dire che “con la patata di mezza montagna il gusto ci guadagna”!

Osvaldo ha 72 anni e pianta patate da quando ne aveva sei. “Tornavo da scuola e aiutavo i miei genitori a mettere le patate nei solchi che loro avevano preparato. E non ho cambiato quasi nulla da allora nel coltivarle!”. Soltanto che adesso si aiuta con la  motozappa, mentre prima la lavorazione del terreno avveniva tutta con la vanga a mano e considerato che Osvaldo non si accontenta di seminare qualche metro quadro il risparmio in termini di fatica è stato notevole.

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ErbeColtivare la terra è più di un insieme di semplici gesti. Coltivare la terra è anche passione e responsabilità. O almeno per alcuni è così e sicuramente lo è per Roberta, Elena e Rossella. Tre donne che sono volute uscire dai confini delle loro rispettive aziende agricole, collocate nel cuore della fertile Tuscia, per confrontare le loro esperienze con quelle di chi, come loro, avvertiva l’esigenza di salvaguardare vecchie colture, semi in via di estinzione, usanze alimentari che stavano scomparendo.

“E’ mai possibile – si interroga Roberta – che nei nostri campi di grano non vi siano più i fiordalisi? E’ mai possibile che si siano perse in poco più di 50 anni il 75% delle varietà vegetali?”

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LentichhiaLa lenticchia (Lens culinaris) è povera e ricca allo stesso tempo. Povera in quanto si accontenta di terreni non troppo fertili: pensate che fino poco tempo fa era molto coltivata nei terreni più poveri e marginali delle Alpi e dell’Appennino. E viene considerata da sempre la ‘carne dei poveri’, ma proprio perché è ricchissima di sali minerali, vitamine e fibre. Un piatto di lenticchie possono permetterselo tutti, principi e straccioni, e rappresenta un pasto completo a basso costo. Ma le curiosità in fatto di lenticchie non sono finite: sembra che siano il legume più antico coltivato dall’uomo e le prime tracce della loro esistenza risalgono al 7000 a.C. Ora è mai possibile che negli anni duemila non vengano coltivate nel nostro orto?

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orto olmoL’Orto di Olmo non è soltanto un orto. E’ qualcosa di più di un semplice quadrato di terra dove si seminano e si raccolgono ortaggi. E’ un luogo aperto, dove ciascuno di noi può andare e tornare con qualcosa di prezioso. Certo anche un pomodoro, un mazzetto di bieta o un pugno di fave, ma sarà più facile raccogliere un alito di vento, un profumo dimenticato, una pace inaspettata. Più che saziare lo stomaco è un orto che sazia l’anima.

Non chiedetemi perché, ma è così. Tuttavia una piccola idea me la sono fatta. Credo che lì si respiri e si coltivi l’amore e la passione per la terra, per la natura, non solo quella trasmessa da chi come Alessandro  da anni si prende cura di questo appezzamento di terreno, ma anche di chi nel tempo è passato di lì e lì ha lasciato un pensiero, un’emozione, una sensazione legata alla vera essenza della vita.

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Fiori comm BRiprendiamo il discorso sui fiori commestibili! Ed eccoci alla B. ∫ come basilico, begonia, bocca di leone, borragine. E proprio parlando di borragine vorrei fare un inciso: la borragine è una pianta che cresce allo stato spontaneo un po’ ovunque, in questo periodo i suoi fiori blù occhieggiano su qualsiasi scarpata, prato o bordo di strada. Tuttavia è una pianta che è possibile coltivare facilmente, e molti lo fanno. Questo per dire che quando ho iniziato a stilare l’elenco dei fiori commestibili, mi sono posta il problema di quali includere, perché sono veramente molti!

Allora ho diviso quelli normalmente coltivati nell’orto e giardino, da quelli che crescono soprattutto allo stato spontaneo e ho deciso per il momento di concentrarmi sui primi. Il confine non è facile da individuare, ma ci ho provato, anche perché in futuro mi piacerebbe dedicare alle erbe spontanee e selvatiche una rubrica a parte. Ma come sappiamo non si può fare tutto e subito! Soprattutto nell’orto.

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