PiantagioneIl fagiolino (Phaseolus vulgaris) è un ortaggio facile, facile adatto anche per ortolani alle prime armi. Si semina direttamente a dimora (in piena terra nell’orto) da aprile ad agosto, per dirla come i contadini di una volta: “dal centesimo giorno dell’anno (il 10 aprile) fino alla festività di Santa Anna (il 26 luglio)”. Per le ultime semine estive si consiglia il fagiolino nano, che ha un ciclo di crescita più breve del fagiolino rampicante.

Della coltivazione del fagiolino (guardate il link) abbiamo già parlato in precedenza, tuttavia quando si affronta una tematica per la seconda volta, si aggiungono dettagli e suggerimenti che anche se non sono indispensabili possono risultare utili.

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Gelso MoreSe il nostro orto è abbastanza grande da potere accogliere un albero scegliamo il gelso nero (Morus nigra), perché ha poche pretese e si adatta bene a qualsiasi ambiente, pur essendo un albero di bella e autorevole presenza e, cosa da non sottovalutare, fruttifica: in giugno ci regala tante more gustosissime!

Il gelso nero è un albero che si accontenta veramente di poco, se ci ricorderemo di annaffiarlo il primo anno, una volta che avrà bene radicato, potremo scordarci completamente di ‘lui’. In compenso ‘lui’ non si dimenticherà di noi e ogni anno ci darà in cambio tante more dolcissime e un’ombra fitta dove riposare, però magari una volta che avrà finito di fruttificare, perché queste more, succulenti e color porpora scuro, adatte a sciroppi, macedonie, torte e gelati (mamma mia che bontà) sono un disastro quanto a macchie, perché ne lasciano ovunque su abiti, pavimenti, bocca e mani!

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Orto sinE’ arrivato il momento di parlare dell’orto sinergico, il cosiddetto orto del ‘non fare’, ma direi piuttosto del fare meno, l’orto dove si interviene sempre con la natura e per la natura. Fino ad oggi abbiamo sempre seguito su questo blog le buone pratiche dell’orto biologico, ma oggi sono sempre di più gli ortisti che si confrontano con questa ‘nuova’ tecnica di coltivazione, anche se proprio nuova non lo è più visto che è nata più di 10 anni fa grazie alle idee dell’agronoma e naturalista spagnola Emilia Hazelip, che ha messo a punto i fondamenti dell’agricoltura sinergica traendo spunto dall’insegnamento del botanico-filosofo Masanobu Fukuoka. Ma restiamo sull’aspetto pratico e concreto che più interessa chi dalla terra vuole raccogliere buoni frutti.

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San PietroE’ sempre stimolante trovare per il nostro orto essenze particolari e poco conosciute. Questa volta vi propongo l’erba di San Pietro (Balsamita major o Tanecetum balsamita) un’aromatica dal profumo e dal sapore inconfondibile, lontanamente simile a quello della menta, fresco, gustoso e gradevolmente amarognolo.

L’erba di San Pietro vanta una infinita varietà di nomi, quasi uno per ogni regione d’Italia: erba di Santa Maria, erba amara, erba buona, fritola, erba greca o erba della Bibbia, sembra infatti che le sue foglie essiccate venissero utilizzate dai monaci, che già la coltivavano nel medioevo, come profumato segnalibro. Potremmo provare anche noi ad imitarli per ‘aromatizzare’ le nostre letture, senza però dimenticare che l’erba di San Pietro il maggiore contributo lo dà in cucina, per arricchire frittate e insalate o insaporire torte salate, ravioli e tortelli. Ma usiamola con parsimonia se non vogliamo che il suo gusto amarognolo diventi predominante!

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Ribe 1Tra i frutti di bosco il ribes, che sia allevato a cespuglio, ad alberello o a spalliera, è tra i più ornamentali. I suoi frutti sembrano dei piccoli grappoli di uva in miniatura, le cui bacche di un bel colore rosso brillante (ma esiste anche nella varietà bianca con chicchi gialli luminescenti) hanno un sapore che sta a metà strada tra l’acidulo e il dolce. Il Ribes rubrum, appartiene alla famiglia delle Sassifragacee e pur adattandosi a diversi suoli preferisce un terreno né troppo secco né troppo umido, con ph neutro o tendente all’acido. Inutile provare a coltivarlo in zone troppo calde perché ama gli inverni freddi e anzi dove questi sono miti tende a fruttificare di meno. Soffre la siccità e quindi in estate necessita di irrigazioni costanti.

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