E’ tempo di patate! Qualcuno di voi avrà già concimato e preparato il terreno per la semina, qualcuno le avrà addirittura già seminate. Ma in quota, nel giardino di mezza montagna di mia madre, non si semina prima di metà maggio e anche oltre.

Questa volta però più che parlare della coltivazione della patata voglio parlarvi di un luogo dove di patate sanno tutto, ma proprio tutto, è il Consorzio della Quarantina, associazione per la terra e la cultura rurale.

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La fiaba di questo mese non ha un lieto fine, ma ogni tanto una po’ di sincera saggezza può servire ad essere più prudenti! Con questa storia impareremo che le verdure sono sempre ‘buone’, ma che possono essere usate anche in modo ‘cattivo’.

Leggiamo con attenzione questo racconto dove gli animali giocano un ruolo importante e dove il lupo per una volta è saggio, generoso e fin troppo fiducioso.

Naturalmente ringraziamo gli autori: i ragazzi della V A del Liceo Scientifico di Presezzo (BG).

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C’è sempre in cucina qualche scarto vegetale che va a finire nell’immondizia. Un vero spreco perché potremmo utilizzarlo per fare del buon compost e nutrire così le nostre piante in vaso. E non date retta a chi vi dice che la compostiera in balcone puzza! Basterà evitare gli scarti animali, i sughi, gli unti, i grassi e prevedere ogni tanto uno strato di terriccio. Ecco come procedere senza paura di sbagliare.

1. Procuratevi un bidone di plastica munito di tappo, come quelli che si usano per raccogliere gli scarti vegetali in giardino, e un trapano con cui praticare dei fori sul fondo e sulle pareti del bidone, perché l’aria è una delle componenti fondamentali del compostaggio!

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Se il prezzemolo è ovunque ci sarà un motivo. Non è perché è invadente, ma piuttosto perché è prestante. Mi spiace che venga scomodato per definire quelle persone un po’ petulanti che stanno sempre tra i piedi. Se il prezzemolo ha una colpa è quella di essere sempre disponibile e sempre pronto a tutti gli usi. Sono migliaia le ricette che ne prevedono l’utilizzo: tritato, intero, crudo o cotto è sempre pronto ad  arricchire ogni piatto e quando non viene inserito dentro alla pietanza, viene messo sopra come colorita guarnizione. Estate ed inverno è sempre lì e quando non si può coltivare fuori lo si coltiva in casa. Quindi è solo la sua eccessiva disponibilità a renderlo un po’ banale e onnipresente.

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La terra del mio orto-giardino non è facile arricchire: qualsiasi concime abbia un odore forte (stallatico, cornunghia, pollina, ecc.) attira i cinghiali, che in Maremma abbondano e quando si avvicinano troppo sono danni! Per questo sono spesso a caccia di concimi organici efficaci ed inodori e ultimamente mi sono imbattuta nell’humus di lombrico. Una polvere che profuma di sottobosco che si acquista in piccoli sacchi dai vivaisti specializzati, tanto efficace quanto costosa. Per questo fino ad ora l’ho usata soprattutto per piccole superfici o per le piante in vaso del mio piccolo terrazzo cittadino.

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