Schermata 2014-12-16 alle 18.18.33Natale non è Natale se non regaliamo almeno un libro! E talvolta cosa c’è di meglio che farsi una ‘coccola’ e regalarlo a noi stessi? Questa volta vi suggerisco ‘E il giardino creò l’uomo’ di Jorn de Précy, il cui sottotitolo recita: “un manifesto ribelle e sentimentale per filosofi e giardinieri”.

Se siete in cerca di consigli sulla coltivazione degli ortaggi o dei fiori, smettete di leggere questo post, perché questo libro a poco a che fare con le tecniche colturali, ma a molto a che fare con l’amore per la terra. Se invece siete dei romantici idealisti e pensate che “il giardino (e l’orto) sia l’ultimo rifugio della spiritualità e della poesia; l’ultima frontiera al di qua della barbarie e dell’alienazione” allora avete trovato ‘pane’ per la vostra mente.

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CardiE’ tempo di cardi! Il cardo (Cynara cardunculus) è sicuramente un ortaggio invernale. E anche se non lo abbiamo nell’orto, perché le nostre semine non sono state così previdenti, certamente lo avremo in cucina per la preparazione di qualche gustosa ricetta.

Ma se abbiamo abbastanza spazio, perché privarsi di averlo nell’orto, quando le sue foglie bianco e argento sono così decorative e riempiono di luce i cupi e spenti orti invernali! I fiori sono altrettanto spettacolari, spuntano a partire dal secondo anno, quando la pianta è ormai giunta al ‘capolinea’ quanto a commestibilità, e hanno ciuffi di un brillante viola acceso. Anche nei fiori, come nelle foglie, il cardo assomiglia molto al carciofo, ma a differenza di quest’ultimo non forma grumi commestibili: del cardo si mangiano infatti le coste, che se imbiancate a ‘mestiere’, diventano tenere e prelibate, amarognole e gustose al tempo stesso.

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Arancio amaroGli agrumi contano una schiera infinita di appassionati ed estimatori. Sarà per l’incantevole profumo dei loro fiori, per i loro colori caldi e solari o per il loro impiego culinario, ma chiunque abbia un balcone o a maggior motivo un orto o un giardino, possiede almeno un agrume!

Certo chi vive al Sud, dove le temperature sono più favorevoli alla loro coltivazione, è avvantaggiato, tuttavia c’è speranza di successo anche per coloro che abitano in zone un po’ più fresche! Ci sono infatti degli agrumi che non dico amano, ma sopportano temperature sotto lo zero senza troppo protestare!

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Hortus UrbisI romani definivano se stessi ‘fortissimi viri et milites strenuissimi ex agricolis’, ovvero un popolo valoroso che proviene dal mondo agricolo. Erano legati alla terra perché ne conoscevano l’importanza per il sostentamento della popolazione, e scrivevano tanto di filosofia quanto di agricoltura. Tra gli autori di trattati di agricoltura, in prosa o in versi, troviamo Catone, Varrone, Virgilio, Plinio e Colummella.( * ) E molte delle cose scritte allora sono ancora oggi validissime!

Forti di questo ‘passato agricolo’ ci sono tutt’ora nella capitale persone e associazioni che intendono riscoprire e recuperare quanto perduto in questo senso, creando orti sociali e giardini condivisi. Uno fra tutti il progetto didattico Hortus Urbis, nato dalla collaborazione tra Zappata Romana, associazione formata da architetti che da tempo si occupa di censire tutti gli spazi verdi all’interno della capitale, e l’ente pubblico che gestisce il Parco dell’Appia Antica.

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verdure_dimenticate_agriturismo_poggio_diavolinoChi è appassionato di orto prima o poi avrà sicuramente sentito parlare di verdure antiche e dimenticate. Ma quali sono le verdure antiche e perché vengono chiamate così? Non sono mica mobili, che possono essere definiti moderni, di antiquariato’ o vintage’! Le verdure sono verdure, e per fortuna sono esenti dai dettami della moda: una carota era, è e resterà sempre una carota! Eppure non sempre è così, ci sono verdure che prima venivano coltivate e adesso non più, oppure molto meno.

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