azzeruoloInizia a fare freddo e molti lavori nell’orto vanno rimandati, ma è sempre il momento per mettere a dimora un buon albero da frutto, ammesso che non piova a dirotto e che il terreno non sia gelato. Allora perché non approfittarne per piantare un alberello ormai quasi del tutto dimenticato: l’azzeruolo o nel suo nome latino Crataegus azarolus.

Nessuno lo coltiva più perché i suoi frutti dolci e aciduli allo stesso tempo, sono piccoli e si conservano difficilmente e per questo non sono molto commerciabili. E’ frutto da cogliere e da mangiare subito, i nostri nonni ne facevano razzie nei campi, lo gradivano tanto quanto le ciliegie.

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AverrhoaSarà per i suoi frutti dorati a forma di stella che ricordano le decorazioni natalizie che mi è venuta voglia di parlare della Carambola o meglio della Averrhoa carambola.  E’ una pianta tropicale che necessita di tepore tutto l’anno e quindi adatta solo ad alcune zone della nostra penisola, oppure ai terrazzi particolarmente ben esposti al sole o alle serre. Infatti la Carambola cresce senza grossi problemi sia in terra che in vaso, sia all’esterno che in serra, l’importante è fare attenzione alle basse temperature!

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CompostL’autunno e l’inverno sono le stagioni migliori per pensare di migliorare il terreno del nostro orto. E noi sappiamo bene che faremmo di tutto per avere ortaggi più belli, più forti e più sani. E’ inutile negarlo: quando vediamo un orto particolarmente florido e rigoglioso subito pensiamo: “Chissà cosa gli darà!”. E dietro a quel ‘cosa’ ci immaginiamo di tutto: concimi chimici che gonfiano le piante come se avessero subito un ‘lifting’, miracolosi miscugli fatti in casa o sovesci azzeccatissimi che noi non abbiamo mai il tempo di praticare. Ma la cosa più frustante è quando finalmente riusciamo a parlare con uno dei proprietari di questi magnifici orti e ci dice candidamente: “Io non gli do niente!”

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Orto botanicoDi questi tempi si fa un gran parlare di biodiversità. E’ una parola sempre più usata in rete, ma anche in tv e a questa parola vengono dedicati interi libri e articoli di giornali.  Di fatto è ormai entrata a far parte del nostro vocabolario quotidiano.

La sua definizione sul dizionario web è questa: 

Biodiversità

 1. Differenziazione biologica tra gli individui di una stessa specie, in relazione alle condizioni ambientali.

2. La coesistenza in uno stesso ecosistema di diverse specie animali e vegetali che crea un equilibrio grazie alle loro reciproche relazioni.

Ma perché è così importante? E perché anche al più piccolo orticoltore dovrebbe essere cara la biodiversità e dovrebbe coltivare diverse specie di patate, di pomodori, di fagioli e così via. Perché è importante preservare le antiche varietà e cercare di salvaguardarne i semi, invece di accontentarsi di una semplice bustina di semi ibridi acquistata nel primo negozio?

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Orto bioattivo autunnoL’autunno nell’orto è una stagione di rinnovo. Le colture estive se ne vanno e arrivano le invernali, quelle che accettano le temperature più basse. E’ un momento di pulizia e di riordino: si toglie il ‘secco’, si arricchisce il terreno di nuova sostanza organica, si tolgono le piante che hanno finito il loro ciclo di vita e si fanno i nuovi trapianti autunnali.

Per meglio capire come comportarsi, siamo andati a vedere cosa fanno in ottobre nell’orto bioattivo allestito da Andrea Battiata nell’Orto Botanico di Firenze. E’ un gran bell’orto, fertile e produttivo e come tutti gli orti bioattivi è rialzato da terra di circa 50 cm e per questo è più facile da lavorare.

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