La luna ogni tanto fa parlare di sé. Almeno su InOrto. Che ci si creda o meno la luna ha sui vegetali degli effetti stimolanti. E’ stato sperimentato che alcune piccole piante, poste all’aperto durante la fase di luna crescente, hanno seguito il suo corso, volgendo gli steli nella stessa direzione della luna.

La luna attiva le funzioni biologiche dei vegetali sia con la sua forza di attrazione, che con la sua luce. Seppure tenue e talvolta appena percettibile, la luce lunare aiuta la circolazione della linfa all’interno della pianta anche di notte. Del resto non è una novità che alle piante piaccia la luce! La tradizione contadina ha sempre sostenuto che la Luna crescente favorisca lo sviluppo delle piante, mentre la luna calante ha l’effetto opposto.

Andiamo allora a vedere più nel dettaglio cosa è possibile fare nell’orto e nel frutteto nelle diverse fasi lunari.

[Per saperne di più]

Il rabarbaro (Rheum rhabarbarum) è ancora poco conosciuto in Italia, mentre ne fanno un gran uso i nostri cugini d’Oltralpe. I francesi lo coltivano un po’ ovunque, perché utilizzano i carnosi piccioli per fare ottime marmellate e gelatine, ma è ingrediente importante anche di molti altri piatti.

Avere sempre qualche ortaggio sconosciuto in giardino stimola la curiosità e l’apprendimento. Perché allora non scegliere il rabarbaro come prossimo ‘ospite’ da scoprire? E’ sicuramente un ortaggio ornamentale, per le grandi foglie e per i fusti rossi presenti in quasi tutte le varietà, e prelibato per il suo sapore unico.

Dove posizionarlo – E’ una pianta perenne che occupa un certo spazio, meglio dunque posizionarlo in una zona dell’orto dove possa crescere senza disturbare ed essere disturbato.

[Per saperne di più]

La Stevia rebaudiana è una delle piante più di moda in questo momento. Tutti la conoscono come il dolcificante naturale per eccellenza e da quando lo zucchero è sotto accusa per i danni causati, la Stevia è l’alternativa migliore che abbiamo, se non vogliamo rinunciare a un po’ di dolcezza.

Ma le mode passano e la Stevia resta per fortuna, anzi è sempre stata là, anche prima che i riflettori fossero puntati su di ‘lei’. Anche se molti ne conoscono l’esistenza non è detto che ne conoscano le importanti virtù terapeutiche, contenute nelle sue foglie verde smeraldo.

 

[Per saperne di più]

Fra tutti i cavoli, quelli di Bruxelles sono i più discussi. Difficile mettere tutti d’accordo sulla loro bontà, c’è chi li ama o chi li odia. Se appartenete alla seconda fazione, sappiate che dovreste provare a riavvicinarvi, perché coltivati nell’orto, raccolti quando sono ancora piccoli e subito cucinati, i cavoletti di Bruxelles hanno un sapore dolce e cremoso, molto diverso da quello che solitamente ci è dato gustare.

TerrenoI cavolini di Bruxelles prediligono un terreno fertile, arricchito alcuni mesi prima con del compost o del letame maturo, in modo da dare tempo al suolo di ben strutturarsi. Un altro buon sistema per arricchire il terreno di azoto, sarà quello di piantare i cavoletti dove avremo coltivato delle leguminose (fagioli, fave, piselli, ceci….) che rilasciano azoto nel terreno naturalmente.

[Per saperne di più]

Le fragole hanno un fascino incredibile per ogni orticoltore. Mio marito, pur essendo alle prime armi, è la prima coltivazione con cui ha voluto confrontarsi. Ha costruito un’aiuola rialzata e se l’è curata e irrigata per tutta la stagione. I risultati sono stati medi, perché ha impianto in primavera stoloni che non avevano ben radicato.

Mentre mia sorella, che le coltiva da sempre in dei vasi posizionati sul bordo dell’orto, ha avuto fragole buone e dolcissime per tutta l’estate, avendo comprato piantine ben radicate e di buona varietà. E poi le fragole in vaso crescono benissimo: non soffrono la competizione delle malerbe, hanno un drenaggio perfetto e la terra che utilizziamo per riempire i vasi è solitamente ben sciolta, areata e ricca di sostanza organica.

[Per saperne di più]