Come coltivare i germogli in casa

Germogli sul davanzale di Sarah

Le mie amiche sono più brave di me. Sarah lo è sicuramente! Ieri sono andata a casa sua e per una volta, benché non piovesse, l’ho trovata in casa e non nell’orto. Appena mi sono affacciata nel suo studio ho visto sul davanzale della finestra delle vaschette con dei germogli freschi e colorati. Una vera ventata di primavera in pieno inverno!

Evidentemente se la pioggia non le permette di stare nell’orto, Sarah ha pensato bene di portare l’orto in casa. Sarah è una sperimentatrice pervicace e ogni volta che capito da lei per prendere delle uova o della marmellata, lei si presenta con una novità. Può essere che ha appena fatto del sapone fatto in casa o addirittura dello shampoo, oppure come questa volta ha provato a fare del dado vegetale con le sue verdure.

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Farina di castagneLa castagna non è un prodotto dell’orto, ma un regalo del bosco. E anche del bosco occorre avere cura. Soprattutto del bosco.

Ormai tutti sappiamo quanto ogni singolo albero sia importante per la vita nostra e del pianeta. Figurarsi quelli che danno frutti commestibili, quelli che una volta venivano chiamati in Alta Versilia “alberi del pane”. Perché il castagno in passato dava da mangiare ai contadini delle Apuane tutto l’anno.

Conoscere la memoria di un luogo e conservarne brandelli di ricordi è utile nell’andare avanti nell’esplorazione di nuove strade, per ridisegnare un futuro più lungimirante e sostenibile di quanto non lo sia l’attuale presente.

Una castagna può nascondere un mondo se la osserviamo bene. Questo è quello che è successo a me ieri salendo a Retignano, un piccolo paese attaccato alle pendici delle Alpi Apuane, per incontrare un gruppo di raccoglitori di castagne e qualche Bio-eroe che si è messo in testa di recuperare un vecchio metato (piccolo edificio in pietra destinato all’essiccazione delle castagne) caduto in disuso.

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Mandorlo abbandonato.
#Photopissi

A fine estate, in autunno, alcuni mandorli non sembrano in gran forma; spesso sono piante poco considerate. Crediamo sbagliando che il mandorlo, certamente rustico, non abbia bisogno di cure colturali.

In questo periodo, inoltre, le botte di sole, luce e calore di tutta un estate, fondamentali per il suo sviluppo, riportano sul mandorlo i segni di un’intera estate: le foglie sono meno verdeggianti, iniziano ad accartocciarsi, ingiallire e cadere, alcuni rami risultano secchi. Sull’intera chioma prevalgono e resistono i frutti, forti e legnosi: sono le mandorle.

Come sempre per apprendere abbiamo bisogno di esempi. Questa volta per imparare al meglio sono andato da chi di mandorli se ne intende davvero e non ne ho visti uno, bensì seimila 6000 (seimila!), tutti quelli coltivati da TERRADIVA azienda agricola biologica pugliese, nell’alta Murgia. Loro mi hanno accolto in estate e io vi invito adesso a visitarli anche virtualmente navigando su www.terradiva.it

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La Salvia apiana sta oggi vivendo un piccolo momento di notorietà, perché tra le sue molteplici proprietà c’è quella di contribuire alla purificazione degli ambienti e delle persone. E in tempi di Covid 19 questa non è una proprietà che passa inosservata, sono infatti molti quelli che improvvisamente vogliono iniziare a coltivarla o quantomeno a utilizzarla.

PROPRIETA’ DELLA SALVIA APIANA 

La Salvia apiana è conosciuta anche come Salvia delle api, Salvia Sacra o Salvia bianca della California dove cresce spontanea nelle zone semi desertiche. I nativi americani la usavano nei riti religiosi per le sue proprietà terapeutiche e aromatiche.

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come coltivare il fico d'IndiaColtivarlo è facile, basta prendere una pala (così si chiama la sua foglia) e conficcarla per metà nel terreno. Poi farà tutto da solo. Il fico d’India (Opuntia ficus-indica) non è una pianta per tutti i palati e neppure per tutti gli orti. Le sue spine fanno di tutto per rendere il suo frutto poco simpatico e inaccessibile. Tuttavia la sua bellezza è indiscutibile e una volta che avremo preso confidenza con il suo sapore inconsueto e dolciastro, difficilmente riusciremo a farne a meno.

 

POSIZIONE E TERRENO

Dovremo piantare il fico d’India in una zona del giardino poco frequentata, dove si passa raramente per evitare contatti ravvicinati con le sue spine. Per una volta non dovremo preoccuparci della qualità del terreno, se è arido, sassoso e poco fertile al fico d’India non importa un ‘fico secco’, perché si adatterà ugualmente e produrrà generosamente i suoi frutti ambrati, dolci e succosi.

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