La coppa del mondo dell’orto
Una sana competizione tra gli orti delle scuole del mondo
Il concorso si svolge ogni anno dal 2021, ed è rivolto agli istituti scolastici di ogni grado ma anche ad altre realtà: strutture per giovani, club sportivi, asili e case di riposo. L’importante è la convinzione che l’orto sia un potente strumento didattico, che insegna, sensibilizza e coinvolge più discipline contemporaneamente, dalla scienza alla geometria fino all’arte. Coltivare un orto, infatti, è anche un gesto molto creativo e favorisce la maturazione di competenze trasversali.
L’iscrizione è gratuita, non ci sono quote da versare. Per richiedere informazioni e avere un colloquio conoscitivo del progetto è possibile rivolgersi alla referente italiana del concorso, scrivendole a francesca.polidoro@landestini.org
Il concorso è iniziato ad ottobre 2025 e terminerà a giugno 2026, ed è un avvincente percorso composto di alcune tappe e momenti molto utili, la cui partecipazione è tuttavia facoltativa.
Landestini offre un ciclo di seminari online proprio a supporto degli aspetti di coltivazione, utilissimi per chi è alle prime armi, ma non solo. Quindi saper già coltivare un orto non rappresenta affatto un requisito esclusivo: basta avere voglia di imparare e mettercela tutta in questa competizione sana e virtuosa.
I webinar hanno la durata di circa un’ora e prevedono il coinvolgimento di un esperto di orto, che definirà ogni volta il tema clou del momento (avviare le semine, come gestire gli insetti dannosi, come concimare e annaffiare correttamente e tanto altro ancora) e risponderà alle domande emerse dai partecipanti, che potranno così trovare indicazioni operative preziose.
Inoltre, a disposizione dei partecipanti sarà messa anche una Guida dell’orticoltore/ice, che fornirà utilissimi consigli sugli ortaggi più facili da cui partire e su come coltivarli con successo, per raccogliere sin dal primo anno dei prodotti freschi da assaporare: fragole, insalate, piselli e altri generosi frutti della terra.
Landestini lancia anche 2 sfide a carattere ludico e dall’aspetto multidisciplinare. Si tratta di attività da svolgere con gli allievi, che coinvolgono i vari aspetti dell’orto in maniera creativa e originale. Per ogni categoria (scuola materna, primaria, secondaria di I grado, secondaria di II grado e associazioni) sarà scelto un vincitore: in palio 15 patate (punti) che si sommeranno ai punti guadagnati nella fase finale del concorso.
Le sfide sono l’occasione per rendere l’orto una vera e propria aula a cielo aperto, motivando insegnanti e allievi a dare il meglio di sé.
I partecipanti potranno condividere gli sviluppi dei propri progetti, mostrando foto e interagendo nella community whatsapp, che contribuirà a tenere accesa la fiamma della sana competizione. La community è anche il luogo virtuale dove stringere amicizie o relazioni non solo con gli altri partecipanti italiani, ma con i partecipanti provenienti dai 4 angoli del mondo.
Per scambio di semini o corrispondenza via posta, la Coppa del Mondo dell’Orto si svolge in 4 lingue: francese, inglese, spagnolo e italiano.
I requisiti per la partecipazione al concorso sono i seguenti:
Al termine del periodo del concorso, ogni orto scolastico compilerà e invierà un questionario di autovalutazione, chiamato “Diario di bordo”. Una giuria di esperti esaminerà i dossier ricevuti e attribuirà dei punteggi sotto forma di patate.
Alla fine delle valutazioni saranno definiti 12 premi per ciascuna delle 12 categorie di concorso:
I vincitori della Coppa del Mondo dell’Orto riceveranno a fine anno un Diploma di partecipazione. Ma nel momento in cui ci si sporca le mani nel lavoro con la terra, legandosi alla natura, collaborando con spirito di squadra, e imparando a mangiare in maniera sana, siamo tutti vincitori e vincitrici!
Non pretendo, su queste pagine, dire cosa occorre fare nel mondo, ma solo quello che possiamo fare nell’orto, che poi è la stessa cosa in scala ridotta. Dobbiamo adattarci, cambiare i nostri comportamenti e resistere. Ho trascorso l’estate chiusa in casa, uscendo solo la mattina presto e la sera molto tardi e quando andavo nell’orto, l’unica cosa che potevo fare era annaffiare, annaffiare e ancora annaffiare. Il mio orto ha l’impianto ‘goccia a goccia’ programmato, ma le altre piante ne sono prive e anche la siepe di piante autoctone, che ha superato i tre anni di vita, ha avuto bisogno di acqua. Era uno strazio stare in giardino, non sapevamo se potevamo farcela e qualche pianta infatti non ce l’ha fatta.
L’orto ha avuto tempi sballati, ha raccolto chi rischiando aveva seminato presto, chi invece ha aspettato i tempi canonici ha dovuto attendere la fine del caldo torrido per vedere le piante ‘muovere i primi passi’. Così ho avuto tante melanzane messe in campo prestissimo, mentre i pomodori che avevo seminato in serra e che ho atteso qualche settimana in più a trapiantare, hanno prodotto pochissimo con il caldo e poi sono esplosi sul finire dell’estate e li sto ancora raccogliendo. Il caldo eccessivo inibisce, tanto quanto il troppo freddo. Programmare diventa sempre più difficile, occorre osservare e farsi guidare dall’istinto più che dalla ragione. E non siamo abituati a farlo.
Dovremo pensare a sostituire piano piano tutte quelle colture che necessitano di acqua e sostituirle con quelle che ne chiedano poco o punta e che sopportano meglio il calore. Le mie belle hidrangee o ortensie lasceranno il posto a ciuffi di aloe. Lo so non era esattamente quello che avrei voluto quando ho iniziato a fare il mio giardino, ma suppongo di non avere grande scelta.
E nell’orto dovremo operare nello stesso modo, ma essendo stagionale noi potremo giocare maggiormente e trovare nuovi stratagemmi. Per esempio scegliere per l’orto estivo solo ortaggi con scarse esigenze idriche e abituate alle alte temperature e lasciare quelli che amano il suolo fresco e clima mite all’orto invernale, considerando che ormai forse non dovremo più fare conti con le gelate. Magari di alcuni ortaggi, come le patate, potremo addirittura effettuare due raccolti all’anno. Dovremo coltivare nelle pause tra il troppo caldo e il troppo freddo (se ancora verrà), ma soprattutto dovremo sperare che piova.
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