La coppa del mondo dell’orto

Una sana competizione tra gli orti delle scuole del mondo

Una sana competizione per gli orti nelle scuole

La “Coppa del mondo dell’orto” è un’iniziativa di Landestini, associazione no profit con sede in Francia. Ogni anno Landestini lancia questa sfida divertente e stimolante, rivolta agli orti didattici. Si tratta di un concorso gratuito internazionale che si rivolge alle scuole italiane, di tutto il mondo e di ogni grado: dagli istituti per l’infanzia fino alle superiori.

Un orto scolastico - InOrto
Orto didattico - InOrto

Lo scopo è quello di sensibilizzare bambini e giovani all’alimentazione sana, allo sviluppo sostenibile e al rispetto per la natura, stimolando la voglia di imparare sempre meglio a gestire un orto scolastico, non importa quanto grande sia: bastano anche solo 4 metri quadrati!

Landestini, per tutta la durata del periodo del concorso accompagna e supporta i partecipanti grazie all’organizzazione di webinar su temi legati ai diversi aspetti della coltivazione dell’orto secondo le stagioni guidando verso i vari ambiti che rendono gli orti sostenibili e virtuosi, legandoli a temi fondamentali come la biodiversità, la risorsa acqua, la cooperazione, la sostenibilità, l’alimentazione sana, ecc.

Ragazzi in un orto - InOrto

Chi può partecipare e come iscriversi

Il concorso si svolge ogni anno dal 2021, ed è rivolto agli istituti scolastici di ogni grado ma anche ad altre realtà: strutture per giovani, club sportivi, asili e case di riposo. L’importante è la convinzione che l’orto sia un potente strumento didattico, che insegna, sensibilizza e coinvolge più discipline contemporaneamente, dalla scienza alla geometria fino all’arte. Coltivare un orto, infatti, è anche un gesto molto creativo e favorisce la maturazione di competenze trasversali.

L’iscrizione è gratuita, non ci sono quote da versare. Per richiedere informazioni e avere un colloquio conoscitivo del progetto è possibile rivolgersi alla referente italiana del concorso, scrivendole a francesca.polidoro@landestini.org

Per iscriversi al concorso >

Durata, regole e requisiti del concorso

Il concorso è iniziato ad ottobre 2025 e terminerà a giugno 2026, ed è un avvincente percorso composto di alcune tappe e momenti molto utili, la cui partecipazione è tuttavia facoltativa.

Webinar sull’orto

Landestini offre un ciclo di seminari online proprio a supporto degli aspetti di coltivazione, utilissimi per chi è alle prime armi, ma non solo. Quindi saper già coltivare un orto non rappresenta affatto un requisito esclusivo: basta avere voglia di imparare e mettercela tutta in questa competizione sana e virtuosa.

I webinar hanno la durata di circa un’ora e prevedono il coinvolgimento di un esperto di orto, che definirà ogni volta il tema clou del momento (avviare le semine, come gestire gli insetti dannosi, come concimare e annaffiare correttamente e tanto altro ancora) e risponderà alle domande emerse dai partecipanti, che potranno così trovare indicazioni operative preziose.

Fagiolini pronti da raccogliere - InOrto
Trapianto di piantine - InOrto

Guida dell’orticoltore/ice

Inoltre, a disposizione dei partecipanti sarà messa anche una Guida dell’orticoltore/ice, che fornirà utilissimi consigli sugli ortaggi più facili da cui partire e su come coltivarli con successo, per raccogliere sin dal primo anno dei prodotti freschi da assaporare: fragole, insalate, piselli e altri generosi frutti della terra.

Le 2 sfide ludiche multidisciplinari

Landestini lancia anche 2 sfide a carattere ludico e dall’aspetto multidisciplinare. Si tratta di attività da svolgere con gli allievi, che coinvolgono i vari aspetti dell’orto in maniera creativa e originale. Per ogni categoria (scuola materna, primaria, secondaria di I grado, secondaria di II grado e associazioni) sarà scelto un vincitore: in palio 15 patate (punti) che si sommeranno ai punti guadagnati nella fase finale del concorso.

Le sfide sono l’occasione per rendere l’orto una vera e propria aula a cielo aperto, motivando insegnanti e allievi a dare il meglio di sé.

Condivisione e comunicazione

I partecipanti potranno condividere gli sviluppi dei propri progetti, mostrando foto e interagendo nella community whatsapp, che contribuirà a tenere accesa la fiamma della sana competizione. La community è anche il luogo virtuale dove stringere amicizie o relazioni non solo con gli altri partecipanti italiani, ma con i partecipanti provenienti dai 4 angoli del mondo.

Per scambio di semini o corrispondenza via posta, la Coppa del Mondo dell’Orto si svolge in 4 lingue: francese, inglese, spagnolo e italiano.

Raccolta delle patate - InOrto

Requisiti per la partecipazione

I requisiti per la partecipazione al concorso sono i seguenti:

  • Condividere il principio che l’orto sia uno straordinario strumento didattico, perché è con questa convinzione che si fondano le basi per una buona organizzazione del progetto orticolturale nelle scuole, che richiede entusiasmo ma anche impegno e pazienza;
  • Disporre di un minimo spazio di coltivazione, di almeno 4 metri quadrati. Tuttavia, non è necessario avere un giardino vero e proprio in cui creare l’orto: bastano anche più cassoni e vasi, l’importante è raggiungere la superficie facendo la somma di tutti i contenitori disponibili: vasi, cassoni, fioriere, cassette.
  • Essere un gruppo di almeno 5 partecipanti, di cui un adulto di riferimento, che può essere un insegnante o un educatore, ad esempio.

Le 12 categorie del concorso

Al termine del periodo del concorso, ogni orto scolastico compilerà e invierà un questionario di autovalutazione, chiamato “Diario di bordo”. Una giuria di esperti esaminerà i dossier ricevuti e attribuirà dei punteggi sotto forma di patate.

Alla fine delle valutazioni saranno definiti 12 premi per ciascuna delle 12 categorie di concorso:

  • “Che ingegno”: viene premiato l’orto in cui sono state progettate e ideate soluzioni ingegnose per superare limiti e difficoltà;
  • “Imparo e condivido”: il premio è per la squadra che si distingue per aver trasmesso le conoscenze e competenze imparate nell’orto;
  • “A tavola”: un orto che abbina in particolare l’educazione alimentare e stimola le preparazioni culinarie sulle verdure coltivate;
Un orto in cassoni - InOrto
Semi di piselli in tante mani - InOrto
  • “Goccia a goccia”: premia l’orto più virtuoso nei confronti del risparmio idrico
  • “Il mio orto sostenibile”: premia l’orto coltivato secondo principi di massima eco-compatibilità;
  • “Il più bell’orto”: anche l’occhio vuole la sua parte, e questa categoria premia un orto particolarmente bello e gradevole;
  • “l’unione fa la forza”: per gli orti in cui gli allievi lavorano insieme a persone esterne alla scuola: genitori, anziani, associazioni ecc.
  • “orto e biodiversità”: si premia l’orto composto da tante essenze diverse e ricco di consociazioni;
  • “coccodé nell’orto”: qui si premia l’orto in cui è presente anche un piccolo pollaio di galline
  • “siamo pronti”: premia gli orti che tengono maggiormente conto delle problematiche legate al cambiamento climatico;
  • “custodiamo la terra”: si premia l’orto che in particolare ha a cuore la salute della terra e della sua fertilità
  • “scelto col cuore”: questo premio va a quel progetto “sentito”, che ispira ed è apprezzato nella sua totalità direttamente col cuore.

I vincitori della Coppa del Mondo dell’Orto riceveranno a fine anno un Diploma di partecipazione. Ma nel momento in cui ci si sporca le mani nel lavoro con la terra, legandosi alla natura, collaborando con spirito di squadra, e imparando a mangiare in maniera sana, siamo tutti vincitori e vincitrici!

ARTICOLI CORRELATI
ARTICOLI CORRELATI
COMMENTI
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Non pretendo, su queste pagine, dire cosa occorre fare nel mondo, ma solo quello che possiamo fare nell’orto, che poi è la stessa cosa in scala ridotta. Dobbiamo adattarci, cambiare i nostri comportamenti e resistere. Ho trascorso l’estate chiusa in casa, uscendo solo la mattina presto e la sera molto tardi e quando andavo nell’orto, l’unica cosa che potevo fare era annaffiare, annaffiare e ancora annaffiare. Il mio orto ha l’impianto ‘goccia a goccia’ programmato, ma le altre piante ne sono prive e anche la siepe di piante autoctone, che ha superato i tre anni di vita, ha avuto bisogno di acqua. Era uno strazio stare in giardino, non sapevamo se potevamo farcela e qualche pianta infatti non ce l’ha fatta.

L’orto ha avuto tempi sballati, ha raccolto chi rischiando aveva seminato presto, chi invece ha aspettato i tempi canonici ha dovuto attendere la fine del caldo torrido per vedere le piante ‘muovere i primi passi’. Così ho avuto tante melanzane messe in campo prestissimo, mentre i pomodori che avevo seminato in serra e che ho atteso qualche settimana in più a trapiantare, hanno prodotto pochissimo con il caldo e poi sono esplosi sul finire dell’estate e li sto ancora raccogliendo. Il caldo eccessivo inibisce, tanto quanto il troppo freddo. Programmare diventa sempre più difficile, occorre osservare e farsi guidare dall’istinto più che dalla ragione. E non siamo abituati a farlo.

Dovremo pensare a sostituire piano piano tutte quelle colture che necessitano di acqua e sostituirle con quelle che ne chiedano poco o punta e che sopportano meglio il calore. Le mie belle hidrangee o ortensie lasceranno il posto a ciuffi di aloe. Lo so non era esattamente quello che avrei voluto quando ho iniziato a fare il mio giardino, ma suppongo di non avere grande scelta.

E nell’orto dovremo operare nello stesso modo, ma essendo stagionale noi potremo giocare maggiormente e trovare nuovi stratagemmi. Per esempio scegliere per l’orto estivo solo ortaggi con scarse esigenze idriche e abituate alle alte temperature e lasciare quelli che amano il suolo fresco e clima mite all’orto invernale, considerando che ormai forse non dovremo più fare conti con le gelate. Magari di alcuni ortaggi, come le patate, potremo addirittura effettuare due raccolti all’anno. Dovremo coltivare nelle pause tra il troppo caldo e il troppo freddo (se ancora verrà), ma soprattutto dovremo sperare che piova.

© 2021 Bonduelle InOrto