Potatura del rosmarino: come e quando effettuarla

Il rosmarino: conoscere la pianta per impostare la potatura

Per approcciarci alla potatura del rosmarino ci è molto utile ricordare alcuni dettagli importanti sulla pianta. Il rosmarino (Rosmarinus officinalis) è un arbusto perenne sempreverde dal portamento cespuglioso, appartenente alla famiglia botanica delle Labiate come ad esempio salvia, lavandaorigano.

Rami di rosmarino - InOrto
Rosmarino prostrato - InOrto

Piante adulte di rosmarino possono raggiungere i 3 metri di altezza e svilupparsi altrettanto in larghezza, occupando molto spazio. Un esemplare di rosmarino ben gestito e curato all’aperto può quindi divenire piuttosto spettacolare, e certamente la potatura è uno degli aspetti di maggiore impatto. Anche in vaso le piante possono svilupparsi in modo considerevole e donarci tanto profumo e verde tutto l’anno.

I fiori sono piccoli e abbondanti, soprattutto nelle varietà di rosmarino prostrato, e hanno un colore azzurro-violetto.

Il rosmarino ama le posizioni soleggiate e teme il freddo prolungato, non richiede grandi concimazioni né irrigazioni abbondanti.

Pianta di rosmarino - InOrto
Cimatura rosmarino - InOrto

Come potare il rosmarino

La potatura è una pratica importante nel rosmarino, pianta potenzialmente molto longeva. Ricordiamo che potando le piante, come regola generale, provochiamo loro delle ferite, quindi bisogna prestare attenzione.

Con gli interventi di taglio generici ci poniamo diversi obiettivi:

  • Pulizia dell’arbusto: leviamo in primis tutti i rami secchi o malati. Di solito quelli secchi si trovano in basso, soprattutto se la pianta è molto folta e la luce solare non raggiunge facilmente ogni zona;
  • Diradamento: dare una bella sfoltita a cespugli troppo fitti è utile per garantirne la salute, dato che la luce e l’aria possono penetrarvi bene;
  • Contenimento delle dimensioni della pianta: se abbiamo la necessità di ridurre l’arbusto, pratichiamo i cosiddetti tagli di ritorno, cioè tagliamo alcuni rami in corrispondenza di una diramazione e mai a metà ramo. La diramazione diverrà la nuova punta del ramo, ma sarà più corta, cioè più vicina al centro della pianta. Per questo si chiamano tagli di ritorno: la periferia della pianta ritorna verso il centro.
  • Cimature: si spuntano i rami, stimolando la produzione di nuove foglie. Questo è ciò che avviene ogni volta che decidiamo di utilizzare il rosmarino in cucina e ci servono solo piccole cime di ramo.

Come eseguire i tagli

I tagli dovrebbero essere sempre netti, mai lasciare i rami sfrangiati. Inoltre è importante realizzare tagli inclinati, mettendo le cesoie o forbici in diagonale rispetto al ramo. Questa è una regola valida per ogni pianta che si poti, quindi anche per il rosmarino.

La ragione è favorire la caduta delle gocce di pioggia, che su un taglio orizzontale stagnerebbero favorendo dei marciumi.

Potature leggere e potature intensive

Le potature leggere sono sempre le migliori perché meno invasive. Tuttavia, se si dovesse intervenire su piante vecchie e ormai svuotate in certe aree, si possono valutare tagli più drastici che eliminino delle branche di grandi dimensioni. L’energia della pianta sarà così concentrata nelle parti migliori e più piene.

Gli attrezzi necessari

Gli attrezzi che servono per potare il rosmarino sono:

  • Cesoie o forbici da potatura. Se ne trovano di tanti modelli e prezzi, e conviene davvero puntare sulla qualità, che di solito è anche sinonimo di durevolezza;
  • Troncarami: ci possono servire nel caso di potature di ringiovanimento, quando si devono tagliare rami di diametro maggiore.
Cesoia - InOrto
Seghetto - InOrto
  • Seghetto: utile nel caso di tagli a rami o fusti di grande diametro, quindi come sopra ma nel caso di rami che non si riescono a tagliare neanche col troncarami
  • Guanti: fondamentali per non rischiare di tagliarsi durante le operazioni.

Buone norme di manutenzione degli attrezzi sono:

  • disinfettarli dopo il taglio di piante malate o sospettate tali. Allo scopo vanno bene alcool o fiamma.
  • affilare le lame quando si percepisce che non tagliano più bene come all’inizio.
Rosmarino fiorito - InOrto

Quando potare il rosmarino

L’ideale frequenza di potatura è una volta all’anno, in modo tale da realizzare tagli equilibrati, mai drastici. Se invece si saltano degli anni poi si renderanno necessari interventi più invasivi a carico delle piante e questo comporta il rischio che la pianta soffra.

Il periodo migliore è la fine dell’inverno, verso marzo, terminato il periodo delle gelate. Se ci fosse “scappato” questo momento, potremmo farlo in autunno.

Altra accortezza utile è evitare che le piante, al momento della potatura siano umide di rugiada o di pioggia. In questi casi è preferibile attendere che l’arbusto si asciughi.

Piccoli tagli per il consumo di rosmarino in cucina possono avvenire in qualsiasi momento dell’anno senza un grande impatto su arbusti adulti.

Che fare dopo la potatura

Dopo la potatura è utile irrorare la pianta con un prodotto a base di propoli, che favorisce la cicatrizzazione dei tagli e previene l’ingresso di patogeni all’interno.

Quanto ai resti di potatura, potremmo utilizzarli essiccando le parti buone per usi culinari, compostare le parti secche e gli eventuali rami, se non si ha un camino.

Le talee di rosmarino

Il rosmarino può essere facilmente moltiplicato tramite talea, una tecnica di propagazione delle piante che non prevede la fecondazione, ma è di tipo asessuato. La talea di rosmarino è tra le più comuni e facili da praticare e ci consente di ricavare da una pianta madre degli esemplari figli che geneticamente le sono identici. Si tratta di far radicare delle porzioni di ramo che diverranno piantine autonome.

Talee di rosmarino - InOrto
Rametti di rosmarino - InOrto

Praticare la talea: i passaggi

Per fare le talee di rosmarino bisogna seguire questi passaggi:

  • Scegliere la pianta madre, che intendiamo moltiplicare. La scelta ricade su un rosmarino bello e sano
  • tagliare dei rametti che abbiano una base legnosa, cioè non siano completamente erbacei. La lunghezza ideale è di 15-20 cm
  • eliminare gli aghi basali a questi rametti, per oltre la metà della lunghezza.
  • con un coltellino affilato, eliminare una piccola parte di corteccia dalla base del ramo
  • preparare dei vasetti pieni di buon terriccio
  • inserire un rametto per ciascun vasetto
  • porre i vasetti a radicare in serra o sotto tunnel

Conviene mettere a radicare un numero di rametti superiore al previsto, tenendo conto che magari non tutte le talee andranno a buon fine.

Quando praticare la talea

Il taglio dei rametti per le talee si pratica a fine estate, e durante tutto l’autunno-inverno non dovremo fare altro che tenere controllati i vasetti, bagnarli regolarmente ma senza inzupparli. Un chiaro segno che li stiamo annaffiando troppo è la presenza di un velo verde di muschio sulla superficie del terriccio e un ingiallimento delle piantine. Per regolarci, tocchiamo il terriccio e valutiamo anche l’umidità atmosferica.

Capire l’esito della talea

A primavera le nuove piantine di rosmarino dovrebbero aver attecchito, e ciò si riconosce dall’emissione di nuovi germogli. Le piantine potranno così essere trapiantate in contenitori più grandi, o all’aperto, ma è meglio farle aspettare qualche giorno nei loro contenitori originari fuori dalla serra, in modo che possano prima acclimatarsi all’esterno.

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