Coltivazione della camelia

La camelia: conosciamo la pianta

La camelia è una pianta ornamentale sempreverde dalla fioritura molto precoce: già a febbraio possiamo ammirare i suoi fiori abbondanti e dai colori accesi: rosa chiaro, rosa intenso, rosa con venature bianche, ma anche bianchi. Anche le foglie, verdi scuro, coriacee e lucide, conferiscono alla pianta un tocco di eleganza, e la rendono una scelta perfetta per adornare i giardini.

Camelia - InOrto
Camelia adulta - InOrto

Non è raro imbattersi in esemplari di camelie che assumono l’aspetto di albero vero e proprio, raggiungendo altezze considerevoli: tali esemplari nelle città sono qualcosa di molto bello da ammirare.

La camelia comune (Camellia japonica) fa parte della famiglia botanica delle Theaceae, ha origini asiatiche ed è una stretta parente della pianta del tè (Camellia sinensis) coltivata per la raccolta e l’utilizzo delle foglie per la preparazione della nota bevanda.

Una delle caratteristiche basilari da conoscere per avere sempre una pianta di camelia verde e sana, è che si tratta di una specie acidofila: richiede un PH del terreno compreso tra 5,5 e 6,5, quindi ci è utile misurare il PH del nostro terreno mediante una cartina di tornasole che si compra tranquillamente in farmacia. La cartina va immersa in una ciotola in cui abbiamo messo il terreno in acqua distillata. Dopodiché dovremo aggiungere quasi sempre dello zolfo o della torba acida per abbassare il PH fino ai livelli ottimali, perché in molti casi i terreni sono vicini alla neutralità che è PH pari a 7.

Camelia fiorita - InOrto
Fiore di camelia - InOrto

Come e dove piantare una camelia

Nel decidere dove piantare una camelia è importante soffermarsi un attimo nel fare qualche valutazione. Teniamo conto delle esigenze della pianta e anche delle altre piante o manufatti vicini, prevedendo una futura crescita della camelia in altezza e in larghezza. Si tratta di una specie molto longeva, di cui si conoscono esemplari addirittura di 200 anni!

Esposizione adatta alla camelia

Rispetto ad altre piante dei giardini, la camelia non ama stare alla luce diretta e intensa del sole: dedicatele quindi una zona in penombra o luce filtrata del vostro giardino. Dato che teme anche le gelate intense, è opportuno provvedere per tempo a coprirla nei periodi più freddi.

Trapianto di una camelia in terra

Nel trapiantare una camelia bisogna assicurare un drenaggio efficiente del terreno, scavando una buca profonda e, nel caso di terreno piuttosto asfittico, aggiungere sabbia o un po’ di argilla espansa sul fondo. Dovremo aggiungere un ammendante come concimazione di fondo, come compost maturo o stallatico, e dello zolfo o della torba acida per abbassare il PH del suolo.

Quando si estrae la pianta dal vaso di solito le radici sono tutte compatte e attorcigliate: smuoviamole un po’ prima di inserire la terra nella buca. Attenzione a non mettere la pianta troppo interrata ma neanche troppo superficiale: idealmente il colletto, cioè la base del tronco, deve restare allo stesso livello in cui si trovava nel vaso.

Il periodo più adatto per il trapianto della camelia è la primavera.

Concimare, irrigare e potare le camelie

Dopo il trapianto, è importante sapere come curare la camelia e quali sono le operazioni da praticare nelle diverse fasi dell’anno.

Concimare le camelie

Oltre alla concimazione di base che si pratica al momento di piantare la camelia, ogni anno sarà opportuno aggiungere dello stallatico o dell’humus di lombrico, e poi durante la stagione primaverile- estiva irrigare sciogliendo nell’acqua del concime specifico per piante acidofile.

Allo scopo, sono molto utili anche i fondi del caffè della moka.

Rami fioriti di camelia - InOrto
Cesoia - InOrto

Quanto annaffiare la camelia

La camelia è una pianta che teme i ristagni idrici, quindi va annaffiata con moderazione e soprattutto in primavera ed estate, tenendo sempre d’occhio lo stato di umidità del terreno.

Potatura della camelia

La camelia non richiede grandi interventi di potatura, che possono anche solo consistere nell’eliminazione dei rami secchi, più interni e di quelli malati. Moderati interventi di taglio possono servire inoltre a ridefinire la forma della pianta e a contenerla.

Camelia in vaso -InOrto
Boccioli di camelia -InOrto

Coltivare la camelia in vaso

Vedere una camelia in vaso è molto frequente e non si deve rinunciare a questa bellissima pianta se non si ha un giardino. Possiamo far crescere e vedere fiorire le camelie in vaso con ottimi risultati, a patto di ricordare alcune accortezze.

Terriccio per piante acidofile

Essendo una pianta acidofila, nel trapianto in vaso bisogna usare del terriccio specifico, e anche durante successivi rinvasi da praticare ogni 2 o 3 anni, aggiungere sempre un substrato di questo tipo.

Trattandosi di una pianta che non ama il sole eccessivo, sui balconi bisogna anche stare attenti ai riverberi dei muri e delle pavimentazioni chiare. La camelia non ama il riscaldamento domestico, quindi si presta poco a diventare una pianta da interno: meglio tenerla su un balcone o terrazza.

Le irrigazioni per le piante in vaso dovranno avvenire con più frequenza rispetto alla coltivazione in piena terra e questa è una regola generale che vale anche per questa specie.

Malattie e parassiti della camelia

Vediamo infine quali possono essere i problemi più comuni che possono affliggere la nostra camelia, come prevenirli e come rimediare.

Ingiallimenti fogliari

Questo è il classico caso in cui la pianta soffre una po’ di carenza nutritiva e probabilmente non dispone di un terreno o terriccio abbastanza acido. Se abbiamo una camelia con questo problema possiamo intervenire con del solfato ferrico. Se non si concima da tempo la pianta dovremo fornirle un prodotto specifico per le acidofile, che apporta anche azoto, elemento fondamentale per la crescita e per il colore verde delle foglie.

Marciume radicale fibroso

Il marciume radicale fibroso è una malattia data dal fungo Armillaria mellea, che causa il deperimento della pianta attaccando le radici e la parte basale del tronco. Il patogeno produce dei corpi fruttiferi molto noti, che non sono altro che i funghi chiodini commestibili, ma quando li vediamo questo ci dà un indizio che la pianta è in stato di sofferenza. Sotto la corteccia di una pianta infetta appaiono le caratteristiche striature biancastre del fungo. Si tratta di una malattia che può colpire piante arboree di diverse specie, e che si previene distribuendo alla base della pianta dei prodotti contenenti funghi antagonisti come il Trichoderma.

Fiori caduti di camelia -InOrto
Boccioli fiorali di camelia -InOrto

Caduta dei boccioli fiorali

Capita di notare che la camelia perda i fiori quando ancora sono in boccio, ed è un vero dispiacere. Questo succede di solito per ragioni come gli eccessi di acqua e di caldo, e quindi è importante almeno irrigare con parsimonia, quando si nota che la terra asciuga e non con un calendario fisso a prescindere. Questo è facile in teoria, ma nella pratica capita che piante diverse si trovino tutte accanto in un giardino misto e fitto, e regimate tutte dallo stesso impianto di irrigazione con i medesimi turni. Bisogna però fare in modo che arrivi meno acqua alle specie meno esigenti.

Marciume dei fiori

Quando sui fiori iniziano a comparire delle macchie bruno ruggine e poi si assiste al completo disseccamento di tutta la corolla, siamo in presenza di un patogeno fungino chiamato Ciborinia camelliae. La misura più indicata è semplicemente quella di eliminare il prima possibile tutti i fiori con sintomi per evitare l’ulteriore diffondersi della malattia.

Afidi

La presenza di afidi è facilmente riconoscibile in quanto essi compaiono in numerose colonie: una foglia attaccata in pratica è piena di afidi, che succhiano la linfa e lasciano tutto appiccicoso a causa della loro melata. Possiamo irrorare del sapone molle di potassio o sapone di Marsiglia (circa 15 ml/litro d’acqua) sulle parti colpite per un controllo efficace.

Cocciniglia

La camelia può essere attaccata dalla cocciniglia Parlatoria camelliae, e in tal caso di notano le foglie tutte piene come di piccole incrostazioni brunastre. Per sconfiggere le cocciniglie possiamo ricorrere all’olio di lino ad uso agricolo, che si può irrorare sciolto in acqua nelle proporzioni indicate sulle confezioni, che possono variare al variare del prodotto.

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