Come coltivare un orto sostenibile e proteggere la natura

Orto con pomodori e tagete -InOrto

Pomodori, tagete e scalogni

Possiamo proteggere la natura coltivando un orto? La risposta che mi sona data è sì. Il nostro orto è piccolo rispetto alla terra ma può contribuire molto alla sua salute. Pochi metri quadrati di terra possono significare molto se vengono coltivati con la dovuta attenzione e cautela, rispettando la vita nostra e altrui. Nell’orto e nel giardino possiamo produrre cibo e bellezza se saremo in grado di preservare l’equilibrio ambientale che la vita richiede.

 

Basterà stabilire delle linee guida e avere la costanza di seguirle.

  • Evitiamo il più possibile l’uso dei trattamenti fitosanitari, ovvero l’uso di sostanze chimiche, non presenti in natura, create dall’uomo per causare la morte di erbacce, insetti e funghi. Che forse aiutano momentaneamente le nostre piante a contrastare qualche attacco parassitario, ma introducono nel giardino dei veleni che creano nel giardino uno squilibrio difficilmente sanabile, che ci spinge solamente all’impiego di nuovi trattamenti. Una sorta di cane che si morde la coda. Impariamo a difendere le nostre piante con i rimedi naturali, ma soprattutto rendiamo il suolo più fertile, solo così le nostre piante resteranno in salute.
  • Evitiamo di maltrattare il suolo. Non occorrono lavorazioni profonde che ne stravolgono la struttura, anche microbica, limitiamoci piuttosto a lavorazioni leggere. Lo strato fertile è quello superficiale, interrarlo rovesciandolo, non ha alcun senso. Smettiamo di diserbare senza sosta e proviamo invece a contenere le erbe spontanee, ma soprattutto comprendiamo l’importanza della pacciamatura e impariamo a usarla il più possibile.
Aiuola di pomodori con gigli di San Giuseppe sullo sfondo - InOrto -

Aiuola di pomodori e gigli di San Giuseppe sullo sfondo

  • Evitiamo di coltivare soltanto le solite tre piante e cessiamo di togliere tutte le erbe che non conosciamo, pensando che siano le principali nemiche dell’orto. Promoviamo invece la biodiversità alternando piante coltivate e piante selvatiche e fiori che attirano insetti impollinatori. Sperimentiamo qualche ortaggio insolito, recuperiamo quelli tipici della nostra zona, impariamo a conoscere le erbe commestibili (tarassaco, silene, borragine, ortica, acetosella, ecc…) e usiamole in cucina.
Spinacio selvatico - InOrto

Spinacio selvatico spontaneo nel mio giardino

Seguendo questi pochi accorgimenti il nostro orto diventerà un laboratorio di biodiversità, instaureremo un equilibrio tra prede e predatori che a lungo andare porterà alla diminuzione dei parassiti dannosi. Magari possiamo provare ad introdurre insetti antagonisti, oggi facilmente reperibili nei negozi di agraria, con la speranza che questi si insedino definitivamente nel nostro giardino.

L’orto è palestra di vita, il posto migliore per allenarsi alla sostenibilità. Un laboratorio di coltivazione e di emozione, dove sperimentare tecniche colturali, abbinamenti tra ortaggi o semplicemente nuove o antiche varietà. Ma soprattutto è generatore di emozioni, dove si alternano successi e insuccessi, gioia e sgomento, curiosità e scoperte. E dove la bellezza e lo stupore sono sempre dietro l’angolo!

 

 

 

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