Come coltivare la pesca tabacchiera, piatta, dolce e profumata

Fino a qualche anno fa pochi conoscevano la pesca piatta o ‘saturnina’, frutto del Prunus persica var. Platicarpa. Una pesca dalla forma curiosa, molto aromatica, con sentore di rosa. In Sicilia è invece conosciuta da tempo con il nome di ‘tabacchiera’. Il suo sapore, estremamente dolce, l’ha portata alla ‘ribalta’ e la si può trovare ormai in vendita in qualsiasi negozio

Può essere invece una buona idea coltivare la platicarpa nel proprio orto perché è una varietà molto rustica, quasi selvatica, molto resistente alle malattie. I suoi frutti maturano a partire dalla terza settimana di luglio, ma ci sono nuove cultivar molto più precoci.

Si gusta nei mesi estivi, ma dobbiamo aspettare l’autunno per metterla a dimora.

Come si coltiva

L’impianto  si esegue sempre allo stesso modo per tutti gli alberi da frutto. Si scava un buca di almeno 50 cm di larghezza e di profondità e si dispone sul fondo del materiale drenante, pomice, lapillo vulcanico o semplicemente dei piccoli sassi. Aggiungeremo poi della terra di campo e del fertilizzante, andrà benissimo del letame ben maturo o del pellettato organico biologico.

Dopodiché collocheremo la pianta nella buca, sia essa a radice nuda o con il suo pane di terra, avendo cura di sistemare bene le radici. Infine riempiremo con del terriccio soffice da accostare all’apparato radicale senza comprimere troppo.

Il punto d’innesto, a fine operazione, deve trovarsi al di sopra del terreno.

 

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Commenti
2 Commenti a “Come coltivare la pesca tabacchiera, piatta, dolce e profumata”
  1. Gian Piero Migali ha detto:

    Ciao,
    L’ho piantata più volte ma si è sempre ammalata della bolla del pesco.
    Peccato perché è bellissima.
    Grazie per il bell’articolo!
    (Gian Piero)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao GianPiero,
      i frutti del pesco sono tanto dolci quanto “amara” è la questione della patologia fungina “Bolla del Pesco” che però, se presa con anticipo e pazienza si riesce a fare sempre qualcosa di buono, leggi con attenzione l’articolo che trovi linkato e ti suggerisco di riprovarci…sempre!
      Salute e buon orto.

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