Come coltivare e usare la Rosa canina, la selvatica dalle mille proprietà

Se maggio è il mese delle rose, forse vale la pena dedicare un po’ di attenzione alla regina delle selvatiche: la rosa canina, chiamata anche rosaspina, rosella, spina novella e molti altri nomi dialettali.

Quel ‘canina’ deriva dal fatto che Plinio il Vecchio, antico scienziato romano, raccontò che un legionario era stato guarito dalla rabbia contratta dal morso di un cane, grazie ad una pomata ricavata appunto dalla rosa canina. Quanto questo sia vero non ci è dato saperlo, ma più tardi Linneo nel 1700, nell’attribuire i nomi a ogni specie botanica, restò fedele a quanto riferito dal suo predecessore romano, e la qualificò come Rosa sylvestris inodora seu canina  ovvero ‘Rosa selvatica inodore altrimenti detta canina’. Oggi anche gli anglosassoni la chiamano dog rose.

Descrizione

E’ un arbusto cespuglioso con foglie verde intenso che cadono in inverno. Come quasi ogni rosa è munita di spine su tutti i rami e i suoi fiori, bianco-rosati, sono semplici, delicati e situati agli apici dei rami. E’ una pianta che più per la bellezza viene coltivata per le sue proprietà, come succede in Bulgaria e Romania, dove le sue confetture sono particolarmente gradite.

I veri frutti sono degli acheni contenuti nei cinorroidi rossi e carnosi.

Dove si trova e come si coltiva

Cresce in tutta Italia, dal mare alla montagna, fino a 1300 m di altitudine, ma è diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo in Medio Oriente e in Oriente fino all’India. Si trova al margine dei boschi e lungo i sentieri. E se siamo fortunati, come è successo a me, ce la ritroveremo in prossimità del giardino.

Una volta trovata la pianta, possiamo provare a riprodurla per talea, poi coltivarla non sarà difficile. E’ una pianta che chiede poco o niente, basterà richiamare un poco i suoi rami con una potatura a fine inverno e aiutarla con un po’ di compost o del concime organico biologico in autunno, se il terreno di cui disponiamo non è sufficientemente fertile o semplicemente se vogliamo una pianta più rigogliosa.

Scegliamo per la rosa canina una posizione assolata o comunque mai in ombra completa.

Parti usate

I petali, le foglie e i cinorroidi. I primi si raccolgono in maggio-giugno, le foglie in agosto e le bacche rosse in autunno. Volendo conservare ogni sua parte, è meglio essiccare petali e foglie all’ombra e i cinorroidi al sole e custodire il tutto in sacchetti di carta al riparo della luce e dall’umidità.

Proprietà

La Rosa canina è astringente, cicatrizzante, diuretica, rimineralizzante e tonica. Ma è soprattutto conosciuta per il suo alto contenuto di vitamina C, ne possiede infatti più di qualsiasi altro frutto, dieci volte più dell’arancia. La rosa canina è altresì antitossica, antiallergica e antiossidante e rafforza le difese immunitarie.

I cinorroidi sono spesso usati come immunostimolanti contro le malattie invernali. Ottimi per alleviare le infiammazioni delle vie respiratorie e formidabili per preparare marmellate energizzanti. Se trasformati in decotto combattono crampi, nausea e digestione difficile.

Le sue foglie in infuso sono usate per lenire le infiammazione del cavo orale.

Infine i petali sono impiegati per la preparazione di cosmetici e sono l’ingrediente fondamentale del miele rosato, efficace contro afte e stomatite e se dato sulle gengive dei neonati durante la dentizione ne allieva il dolore. Ma con parsimonia! Altrimenti potrebbe favorire la formazione della carie.

In cucina

Utilizziamo le bacche, giunte a completa maturazione, e private della peluria interna, per preparare marmellate, gelatine e conserve.

I cinorroidi possiamo invece impiegarli per preparare specifici liquori come il rosolio, ma anche per aromatizzare vini, aceti e grappe e se raccolti dopo il gelo possono essere aggiunti alle marinate per addolcire le carni. Si prestano inoltre alla preparazione di mostarde, salse e composte per arricchire il sapore di carni e formaggi.

Anche con i fiori si possono ottenere delle ottime marmellate, se avremo cura di eliminare la base amara dei petali.

E proprio dai petali si ottiene il ‘miele rosato’. Ecco una ricetta semplice e facile per prepararlo.

Ricetta miele rosato : 50 g di petali di rosa canina, 0,2 l di acqua, miele q.b.

Mettiamo i petali in un pentolino con un po’ di acqua e poniamolo a bagno maria per circa mezz’ora. Passiamoli poi nello spremi-tutto e aggiungiamo miele per uguale peso.

Curiosità

La Rosa canina è ricca di significati simbolici, per i greci era cara a Afrodite e per i romani a Venere. Il mito racconta che quando la dea della bellezza nacque dalla schiuma del mare, lì vicino spuntò un cespuglio di roselline selvatiche. Per questo la Venere del Botticelli è circondata da un turbinio di rose canine, mentre avanza su una conchiglia sospinta dai venti.

Foto da flickr di: Lewin Bormann, Peter Stenzel, David Wright

 

Ti potrebbe interessare anche:

 

Riconoscere e mangiare i fiori di acacia, glicine e sambuco

 

Come abbinare fiori, aromatiche e ortaggi

 

Riconoscere e mangiare borragine, calendula, tagete, silene, ortica.

Lascia un commento