I consigli dei Vivai Lenzi, esperti e collezionisti di agrumi

Collezione di Agrumi Lenzi

Gli agrumi sono la radice comune (o il comune denominatore) della famiglia Lenzi. Carlo, Maurizio e Pietro. Nonno, padre e figlio accomunati da un’unica passione e su quella hanno costruito uno dei vivai più specializzati d’Italia in fatto di agrumi.

Tutto è iniziato per divertimento. Il nonno Carlo li coltivava per hobby, ma era così bravo a innestarli e curarli, che gli eventi hanno voluto diventasse poi il lavoro definitivo del figlio Maurizio.

Maurizio lavorava già come dipendente presso un vivaio, mentre il padre si dilettava a casa con i limoni quando è arrivato, un po’ per caso, un piccolo ordine di limoni che hanno accettato ed evaso con professionalità. Una sorta di piccola scommessa andata bene, da cui poi è iniziato tutto. L’acquisto di un piccolo terreno a Borgo a Buggiano e la conseguente nascita dell’attività. Inizialmente con solo limoni e aranci.

Ma da alcune piante di limone a cinquecento varietà di agrumi, la strada è lunga, molto lunga. ‘Agrumi Lenzi – citri arbores’ nasce nel 1990 “quando le cose andavano bene e tutto era più facile” commenta Pietro, nipote di Carlo e figlio di Maurizio, appena ventitrenne, ma già in azienda da due anni. Pietro deve averne sentite molte di storie sugli agrumi e sulla famiglia, se già adesso è in grado di rilasciare interviste e fare tesoro dell’esperienza maturata dai suoi predecessori.

Pietro Lenzi

Lavorare era più facile in quegli anni, quando la concorrenza era minore, le faccende burocratiche più snelle e soprattutto il Covid non rinchiudeva tutti nelle proprie serre, in attesa di potere ripartire con le vendite alla fiere e ai mercati, che garantiscono le entrate principali e sono la base dell’attività commerciale di molti vivai.

“Per fortuna la nostra motivazione principale non è il denaro, anche se tutti sappiamo bene quanto sia importante, ma la nostra passione – spiega Pietro – Non si arriva a collezionare cinquecento varietà di agrumi per soldi, si arriva a farlo perché siamo malati. Si tratta di una malattia sana e si chiama collezionismo. Ecco più che venditori siamo collezionisti”.

Partiti con poche varietà di limoni e arance, con il tempo si sono aggiunte decine e decine di varietà di ogni agrume possibile e immaginabile, proveniente da ogni angolo di mondo: Australia, Giappone, Sud Est Asiatico, ecc… E alla piccola serra di Borgo a Buggiano, di 1000 mq di terreno, si è aggiunta la serra di Pescia che ne conta circa 3000. Le serre di Borgo a Buggiano sono diventate delle ‘nursery’, destinate alle semine e agli innesti, quelle di Pescia accolgono gli esemplari più adulti già pronti alla vendita.

Agrumi in varietà

Queste serre sono un’esplosione di colori e sentori. Il giallo e l’arancio prorompe in ogni dove in mezzo ad un mare di verde. Non ci sono fioriture in questo periodo dell’anno, ma immagino che debbano stordire, tanto sarà intenso il loro aroma. Gli agrumi si sa, regalano da sempre profumi indimenticabili: zagara, citrus, bergamotto, lime e sicuramente mille altri.

Serre che come scrigni custodiscono tesori dal colore del sole!

Fuori dalle serre agrumi in piena terra e tanto movimento. In attesa di riaprire le attività al pubblico, al vivaio Lenzi si tengono ‘caldi i motori’. Si effettuano le vendite on-line, per quanto è possibile, ma soprattutto si progetta il futuro, pensando già a possibili ampliamenti. Perché a un ragazzo di 23 anni non si può impedire di guardare avanti. E Pietro pensa già a come ingrandire e migliorare l’attività. Come renderla più attraente, come sfruttare al meglio tutto il potenziale che questo vivaio ha a disposizione. Come condividerlo e farlo conoscere.

Mandarino King (Citrus reticulata)

L’entusiasmo Pietro non lo nasconde, neppure sotto pelle, lo esprime libero e con forza con le parole, con i gesti e con lo sguardo. “Non nego di avere avuto un periodo di esitazione, prima di buttarmi a capofitto in questa avventura, come credo abbiano molti alla mia età. Poi, forse proprio aiutato dall’emergenza Covid, che ci ha costretto a un’immobilità e a una riflessione forzata, ho capito ciò che volevo fare e da allora non ho più mollato”. Chissà, che con il senno di poi, un giorno capiremo che anche un virus può lasciare qualcosa di buono.

Adesso però per Pietro è arrivato il momento dell’azione. Basta guardarlo per capire che sta ‘mordendo il freno’ e che il suo cuore è già oltre qualsiasi ostacolo. Risponde al telefono, accoglie chi arriva e si muove con sicurezza all’interno di quello che è diventato il suo ambiente di lavoro ideale. Quanto a know-how sembra averlo acquisito a sufficienza, forse perché respira aria di agrumi da quando è nato. E quando iniziamo a rivolgergli domande sulla coltivazione di queste piante, così amate e oggetto di desiderio di milioni di collezionisti, non ha dubbi e ne parla con grande competenza e preparazione.

Cedro Maxima (Citrus medica)

Non esiste persona che non sia attratta dagli agrumi. E tutti prima o poi si cimentano con la loro coltivazione, fosse anche un solo limone sul balcone di casa. Ma ci sono agrumi più adattabili di altri? Agrumi che resistono anche a temperature più basse e agli sbalzi climatici?

“Il primo che mi viene in mente è il Citrus x aurantium, meglio conosciuto come arancio amaro, con cui si fanno squisite marmellate. E’ anche un ottimo portainnesto, ma che abbiamo scoperto essere sensibile ad alcuni virus. Poi c’è il Poncirus trifoliata, molto resistente al freddo, ma dalle spine robuste, adatto alla costruzione di siepi impenetrabili, ma accoglienti per molti piccoli animali. Anche tra gli agrumi giapponesi ce ne sono di adattabili: il mandarino Satsuma dal sapore molto dolce, ottimo a tavola e da spremere, ma sopratutto molto precoce perché matura già in settembre e ottobre; lo Yuzu, un agrume robusto e rusticissimo che resiste al freddo e può essere coltivato anche ad alte quote, grazie al suo forte aroma è diventato un ingrediente pregiato nelle cucine di molti chef; l’Ichang Lemon, uno dei pochi limoni davvero resistente al freddo, che si utilizza come quello comune, ma è più grande e più resistente alle malattie”.

Lumia Piriforme (Citrus lumia)

Questo significa che basta informarsi, parlare con chi davvero se ne intende e ciascuno di noi può trovare l’agrume giusto per le proprie esigenze, le proprie latitudini e condizioni climatiche. In questo modo risparmieremo delusioni e stress sia a noi che agli agrumi stessi. Coltivando le piante giuste, nel modo e nel posto giusto, si ammalano di meno e possiamo fare uno uso ridotto di sostanze chimiche spesso tossiche e dannose per l’ambiente.

E’ possibile coltivare gli agrumi in modo biologico o perlomeno in modo più sostenibile e attento all’ambiente?

“La scelta è etica. Uno può scegliere di coltivare utilizzando solo sostanze chimiche, oppure di coltivare in modo più naturale e biologico e ricorrere alla chimica in caso di estrema necessità come facciamo noi, che comunque alleviamo un elevatissimo numero di esemplari in vaso e in serra la cui gestione non è sempre semplice. Adesso, per esempio, abbiamo smesso di utilizzare qualsiasi diserbante di sintesi e stiamo impiegando il miscanthus tritato come deterrente alla crescita delle malerbe alla base degli agrumi in vaso”.

Mano di Buddha

Se la prima regola per usare meno veleni possibile è mantenere le piante in salute, sai dirci Pietro quali sono le condizioni necessarie per avere agrumi sani e vigorosi?

Per prima cosa luce, luce e ancora luce. Gli agrumi hanno bisogno di sole e di questo non possono fare a meno. Seconda cosa l’acqua. Annaffiamo quando il terriccio sta per asciugare, non aspettiamo che sia completamente secco. Al tempo stesso l’acqua non deve mai ristagnare. E’ indispensabile un buon drenaggio, quindi usiamo della pomice per alleggerire il terriccio nei vasi. Il discorso cambia per le piante coltivate all’aperto in piena terra, che una volta cresciute difficilmente chiederanno annaffiature aggiuntive a quelle ricevute con le normali piogge, è però importante, al momento della piantagione, fare delle buche grandi e sul fondo mettere dei sassi o del materiale drenante. Altro punto importante è il terreno, deve essere leggero e soffice. Perfetto per i piccoli vasi è un mix composto da torba bionda e pomice, nei vasi più grandi a questo mix aggiungeremo della terra da giardino che darà maggiore struttura e stabilità. Ultima cosa di cui gli agrumi non possono fare a meno è il cibo. Il concime è essenziale per gli agrumi, soprattutto per quelli in vaso. I concimi chimici hanno un effetto più forte e immediato, ma anche quelli naturali garantiscono ottimi risultati. Stallatico, lupino tritato, humus di lombrico contribuiscono a rinvigorire le piante e a migliorarne la fruttificazione”.

Chinotto (Citrus myrtifolia)

Ma se dopo avere seguito tutti i tuoi consigli i nostri agrumi dovessero ammalarsi ugualmente o subire gli attacchi di insetti dannosi, cosa possiamo fare per sconfiggerli?

“Non sempre è facile contrastare le malattie legate all’eccessiva umidità o debellare tutti gli insetti nocivi, soprattutto se abbiamo piante in vaso le cui difese sono sempre inferiori a quelle coltivate all’esterno. Possiamo però provare a eliminare i nemici quando si presentano. Per il ragnetto rosso e gli acari si possono usare delle colle a base di silicone oppure olio di soia mixato a sapone di Marsiglia, anche se in caso di cocciniglia è bene aiutarsi raschiando con uno spazzolino. Il nemico numero uno degli agrumi resta però la minatrice ed è quasi impossibile eliminarla, per farlo in vivaio usiamo le piretrine, ottenute dalla macinazione dei capolini di alcune composite del genere Chrysanthemum e acquistabile senza patentino se in quantità ridotte, ma da utilizzare comunque con molta cautela. Per gli agrumi il periodo più delicato, a cui porre maggiore attenzione, è quello che va dalla fioritura alla formazione del frutto, che deve raggiungere la dimensione di una noce per dichiararsi salvo”.

Limone mellarosa (Citrus limone)

Un’ultima raccomandazione?

“Riguarda il rinvaso, che va eseguito con cura e costanza almeno ogni due anni, impiegando vasi dalle giuste dimensioni. Deve avvenire in modo graduale, non si può passare da un vaso dal diametro 20 cm ad uno dal diametro 40, ma dovremo utilizzare un vaso del 25 o, se la pianta è cresciuta molto, al massimo del 30. Solo quando le piante sono molto grandi ci possiamo permettere rinvasi con divari più ampi”.

Abbiamo fatto il pieno di buoni consigli e molti altri possiamo trovarli sul sito www.agrumilenzi.it , che Pietro ha arricchito di video tutorial brevi ed efficaci. Un luogo virtuale da frequentare se si è appassionati di agrumi, per trovare un po’ del colore e dell’energia che queste piante trasmettono.

 

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