Dove sono le api? Ne abbiamo abbastanza nel nostro orto-giardino? Pensiamo a come rispettare e accogliere gli insetti utili

Albicocco in fiore

Questa storia l’ho scritta un anno fa, ma è ancora attuale perché il miracolo dell’impollinazione si ripete, per fortuna, ogni anno!

 

 

 

 

 

 

Questa mattina contavo le api sull’albicocco in fiore. Una….due…………..tre……………………………………….….finalmente quattro! Che spavento! Il mio cuore  ha accelerato i suoi battiti. Come è possibile che siano soltanto quattro? Perché così poche?

Ho provato a darmi delle risposte. Perché nonostante ci sia il sole la giornata è ancora fresca. Oppure perché ancora l’albicocco non è del tutto fiorito: molti boccioli sono chiusi chiusi, serrati stretti stretti, come ad aspettare un segnale più rassicurante e confortante da parte di queste prime giornate di marzo, sempre ingannevoli e capricciose.

O forse nelle coltivazioni giù a valle stanno facendo, come purtroppo fanno, un uso indiscriminato e dissennato di diserbanti e l’effetto devastante inizia a farsi sentire anche su queste pendici rocciose che, se pur distanti, sono sempre troppo vicine all’urbanizzazione delle fasce costiere. Malauguratamente c’è sempre qualcuno che non si fa scrupoli di usare veleni per ripulire il suo pezzo di terra da piante indesiderate. Non è poi così raro vederli, armati di pompa e mascherina, mentre spruzzano non si sa cosa nel sottobosco o nel prato vicino a casa! “Rob de matt” direbbero a Milano, città dove ho vissuto per moltissimi anni e di cui mi è rimasta qualche reminiscenza dialettale.

Un arnia accanto all’orto

Forse dovrei seguire il consiglio di Alessandro e mettere un’arnia nel mio giardino. Lì proprio accanto all’albicocco, vicino a dove sono le aiuole rialzate dell’orto. Alessandro  è un avvocato brianzolo, che ha deciso di cambiare vita. Un giorno è sceso in Toscana con due arnie e poco altro e si è installato definitivamente nella sua casa a Strettoia, un paese alle spalle di Forte dei Marmi, ma ben lontano dalle passeggiate tra abiti griffati, turisti danarosi, vip a riposo e toscani curiosi di osservare questa flora e questa fauna.

Alessandro, quando gli avanza del tempo, dà una mano a Luca e Walter a fare i muri a secco di cui necessito. Walter, ma soprattutto Luca, sono dei veri maestri in questa arte e lui sta con loro a porgere pietre, ad osservare e cadenzare il lavoro con le chiacchere. Con le sue chiacchere il lavoro scorre meglio e più agile. E mentre danno solidità ai muri solidificano anche la loro amicizia.

Fatto sta che proprio Alessandro, apicoltore appassionato, l’altro giorno ha sentenziato: “Mi sembra che qui ci siano poche api!”. “Ma come se ho visto bombi saltellare tra una salvia e l’altra, proprio l’altro ieri!” mi sono risentita. Questo è bastato però a mettermi in allarme e a spingermi a contare le api questa mattina, con un sole tiepido e umido dopo due giornate di pioggia…

 

Ti potrebbe interessare anche:

Come costruire e dove posizionare un hotel per insetti

Quali sono le piante che curano l’orto e come usarle

Come abbinare fiori, ortaggi e aromatiche per ottenere combinazioni utili alla coltivazione

Lascia un commento