Scegliere e impiantare i giovani alberi da frutto a radice nuda o in vaso

Impianto giovani alberi da frutto

Impianto del melo Casciana

Eccoli lì, piccoli piccoli, più che alberi sembrano bastoni. Fanno tenerezza, chissà quante dovranno passarne, prima di diventare dei veri alberi da frutto: vento, gelo, pioggia, siccità. Il cambiamento climatico sta mettendo alla prova tutto e tutti nell’orto e nel giardino. Ma io proverò a difenderli meglio che posso. Per il momento ho provato a indovinare per loro la posizione migliore e ho preparato una buca bella comoda, dove possono sentirsi a casa e sviluppare le radici in un terreno soffice e fertile.

E’ molto importante che l’impianto sia ben fatto se vogliamo assicurare ai nostri alberi un attecchimento facile e un futuro felice. Alcuni erano a radice nuda e altri in vaso, ma a tutti ho riservato lo stesso trattamento: buca ampia, almeno 50×50, riempita con terra del giardino mixata a humus di lombrico e terriccio biologico, sopra ho cosparso dello stallatico pelletatto a lento rilascio e poi ho pacciamato con del cippato di ramaglie fresche. Alcuni hanno avuto bisogno di un tutore per avere maggiore solidità e raddrizzare la crescita, altri no perché troppo piccoli.

Era tanto che aspettavo questo momento. Orfana di due fichi meravigliosi, che i proprietari precedenti avevano maltrattato e ai quali il punteruolo nero del fico (Aclees sp.cf. Foveatus) ha dato il colpo di grazia, avevo bisogno di arricchire il giardino di nuovi frutti. Ma per farlo ho dovuto aspettare che fossero ultimati i lavori strutturali in giardino (camminamenti, muretti, opere elettriche e idrauliche) e che tutti fossero finalmente fuori dai piedi . 

 

PRENDERE TEMPO E SCEGLIERE BENE

Impianto albero da frutto

Impianto fico Brogiotto

Nel frattempo ho però avuto la fortuna di conoscere Alberto e Giovanni delle Vigne del Grillo, un agriturismo che produce vino e alleva alberi da frutto antichi. Alberto e Giovanni sono coltivatori custodi della Regione Toscana e hanno moltissime varietà di fichi, meli, peri, susini, pesche, albicocche e cachi. Hanno anche un piccolo vivaio dove tengono le piante che riescono a riprodurre. Nelle visite fatte alla loro azienda, durante l’attesa impostami dai lavori in giardino, ho avuto modo di vedere gli esemplari adulti delle piante che poi ho scelto e assaggiarne i frutti. Questo a dimostrare che non tutti i mali vengono per nuocere e talvolta ponderare bene le scelte può evitare sbagli futuri.

Alberto è un tipo paziente, abituato ai ritmi della terra. La sua mancanza di fretta mi ha aiutato a prendere le cose con calma e non ha voluto consegnarmi gli alberi fino quando non ha reputato fosse arrivato il momento giusto per farlo e quindi fino a quando non è rimasta sui rami neppure una foglia. La mia pazienza è stata poi messa a dura prova dalla pioggia, che ci ha imposto di prorogare l’acquisto a fine gennaio.

Poi tutto si è svolto in un attimo…Quattro degli alberi scelti erano a radice nuda e avendo un timore folle che fuori terra avrebbero potuto soffrire, in due giorni li ho messi tutti al loro posto, non effettuando neppure la zaffardatura alla radice, tecnica che invece sarebbe stata utile proprio per gli alberi a radice nuda.

Dopo tutto questo parlare qualcuno può pensare che abbia un frutteto enorme. Niente affatto. Purtroppo ho pochissimo spazio e proprio per questo ho dovuto selezionare le piante con cura: in base ai miei gusti, in base al terreno e alla posizione che posso loro offrire e in base alle dimensioni che avranno una volta cresciute.

 

Come eseguire impianto albero

Giovani alberi da frutto in giardino

LE VARIETA’, POCHE MA BUONE E ANTICHE

Nel mio giardino giardino sono già presenti un albicocco, un susino mirabolano (piccolissimo rispuntato di fianco al tronco della pianta madre abbattuta tempo fa), un pero molto vecchio dai frutti ottimi solo per la preparazione di marmellate, un limone e un piccolo arancio. Fatte le dovute considerazioni ho optato per acquistare due fichi (che sostituiranno quelli andati perduti) un melo, un susino, due cachi e due nespoli giapponesi (Eriobotrya japonica), ma quest’ultimi, per motivi di spazio, sono finiti fuori dai confini del mio giardino, in terreni abbandonati ma prospicienti, dove potrò vederli e prendermene cura.

Le varietà sono quasi tutte antiche e di origine locale : un fico Brogiotto nero del Grillo dolcissimo e dalla polpa rossa scura, un fico Gentilino di Campo all’Orzo dalla polpa chiara, un kali Tipo di buona pezzatura con la buccia arancio chiara, un kaki Cioccolatino ottimo impollinatore di pezzatura media e buccia arancio scuro, un melo Casciana e un susino Coscia di Monaca gialla. Sono due i motivi per cui  ho scelto vecchie varietà locali, primo perché sono più adatte al territorio e secondo per scongiurarne la scomparsa.

Nespolo del Giappone impianto

Giovane nespolo del Giappone

Ai fichi è toccato la parte del giardino più rocciosa, quella con il terreno peggiore, piena di detriti e sassi. Ho provato a fare un piccolo scasso e a bonificare almeno la buca d’impianto, ma spero che una volta cresciuti riusciranno ad arrangiarsi. Se non un fico chi altro può farlo?

Nel vialetto centrale ho posizionato il melo e il susino, dove in primavera potranno fare bella mostra della loro fioritura. In basso davanti alla compostiera ho posizionato i Kaki che spero con il tempo mi aiutino a mimetizzare.

I TIRANTI AI RAMI PER GUIDARE LA CRESCITA

Alberto si è raccomandato di guidare i loro rami fin da subito, perché avendo un giardino contenuto dovrò imparare a gestirli e contenerli con le potature e con i tiranti.

Cosa sono i tiranti? E’ una tecnica molto usata alle Vigne del Grillo per evitare che i rami crescano tutti verso l’alto, dove poi sarà difficile raccogliere i frutti. Quindi inizialmente con uno spago e successivamente con una piccola fune, occorre legare il ramo e fissarlo a terra con un picchetto, per invitare i rami a seguire la direzione da noi desiderata.

Adesso non resta che armarsi nuovamente di santa pazienza in attesa di vedere crescere gli alberi, anno dopo anno, senza fretta. Osservare e aspettare è un esercizio che non sappiamo più fare, ma restituisce valore alle cose, anche alle più piccole e scontate. Quelle che per distrazione neppure vediamo.

 

Guidare la crescita degli alberi da frutto con i tiranti

Piccoli rami con tiranti che guidano la crescita

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