Il narciso nell’orto e nel giardino. Storia, coltivazione e impianto

NARCISO E RICORDI

Il narciso, fin dall’adolescenza, rimane uno dei miei primi ricordi floreali, insieme a gladioli e giaggioli.

Nelle campagne che circondano il mio paese, l’Impruneta, crescono abbondantemente i narcisi che, da marzo a maggio, colorano di giallo il verde dell’erba di prati incolti.

#photopissi. “Narcisi selvatici…a dondolo”

Nel periodo delle scuole medie era usanza, fra noi ragazzini e ragazzine, andare a raccogliere i primi fiori della stagione. Si raccoglievano principalmente i narcisi selvatici, che allora chiamavamo: tromboncini (i più comuni), trombette (più rare) e tazzette (rarissime, profumatissime). Queste erano le tre varietà spontanee presenti nei campi.

Il giuoco poi continuava sistemando il raccolto in mazzetti ordinati che, tenuti a bagno in un secchio di acqua fresca, vendevamo lungo i bordi della strada statale, l’imprunetana per Firenze.

Ecco allora che si costruivano veri e propri banchi per la vendita, scatole di cartone capovolte con scritte pubblicitarie a pennarello “Fiori freschi…500, 1000 o 1500 lire al mazzo”. Il prezzo (IVA compresa ovviamente :)))  cambiava in base alla grandezza e varietà della composizione floreale.

Il registratore di cassa? Facile: un block notes a quadretti grandi per registrare entrate e uscite e una vecchia scatola di latta per contenere i soldini.

L’intero ricavato sarebbe stato poi devoluto interamente… pro nobis... per l’acquisto di merende dal pizzicagnolo (schiaicciata con la mortadella per la maggiore) e pacchetti di figurine in edicola.

Mi dispiace, ma purtroppo non ho immagini analogiche dell’epoca e adesso l’usanza è praticamente scomparsa: per voi un venditore sull’imprunetana, di qualche anno fa.

#photopissi. “Venditore di fiori”

NARCISO, ETIMOLOGIA

Il nome Narciso ha origini dal greco antico “narkao” letteralmente che stordisce; questo dovuto al profumo intenso dei fiori e alle proprietà narcotiche dei bulbi; entrambi infatti sono utilizzati in erboristeria e cosmesi per l’estrazione di olii essenziali.

NARCISO, CICLO VITALE

Il narciso, botanicamente Narcissus spp. è un genere appartenente alla famiglia delle bulbose, il suo ciclo vitale si riassume nelle seguenti fasi:

1 Estate, stasi vegetativa. La pianta è in fase di Bulbo dormiente (sotto terra) dove non vegeta, causa il caldo e siccità mediterranee.

2 Fine estate/autunno, risveglio vegetativo della pianta, che sviluppa foglie verdi sopra terra.

3 Autunno/Inizio inverno, la pianta può essere presente sopra terra con le foglie verdi oppure rimanere protetto sotto terra, per il freddo.

4 Inverno/Primavera, la pianta inizia a produrre nuove foglie e primi bocci fiorali che tiene chiusi fino all’arrivo dei primi tepori primaverili.

5 Primavera/estate, fioritura piena e duratura. Successivamente, con l’arrivo del caldo intenso la pianta sfiorisce seccando i fiori e maturando i frutti, pieni di semi all’interno. Intanto sotto terra il narciso si riproduce vegetativamente, dividendo il bulbo in più parti, questa fase costituisce la principale forma di propagazione della pianta. Il cerchio si chiude quando il bulbo ritorna dormiente.

“Le età del narciso”. disegno di Gabriele Pozzi. tratto dal libro “Bulbose” di Mimma Pallavicini. ed. Giunti Demetra.

NARCISO: NATURA, DIFFUSIONE E DISTRIBUZIONE

Il narciso è una pianta spontanea in tutto il bacino del mediterraneo, dove si adatta benissimo all’omonimo clima.
Solo Narcisuss tazzetta (il più raro nei nostri campi, vedi foto in basso) espande il suo areale naturale verso oriente: Kashmir, Cina e Giappone.

Naturalmente la pianta colonizza prati incolti e aree contigue ai boschi dove s’insedia solo al limite esterno, il suo bulbo cresce e si sviluppa in profondità nel terreno dove rimane protetto.

NATURA DEL NARCISO, DESCRIZIONE DEL FIORE E SUA DISTINZIONE BOTANICA

Le caratteristiche distintive principali dei diversi tipi di narciso risiedono nella conformazione del fiore: forme, dimensioni e colori che variano in base alle differenti tipologie.

Il fiore è costituito dalle seguenti parti:

1. Stelo Verde: ha la funzione di supporto della parte riproduttiva del fiore, quella all’apice: colorata e profumata.

2 Perigonio: è la parte basale del fiore con funzione riproduttiva, formata da 6 tepali uniti insieme e collegati quindi allo stelo verde che lo tiene eretto. In questo punto sono locati gli ovuli che, una volta fecondati, formeranno il frutto con dentro il futuro, i semi.

3 Corona: questa parte del fiore si sviluppa a partire dal perigonio, che si forma in alto in diverse forme, colori e dimensioni; l’insieme di questa variabilità costituisce il grande numero delle varietà naturali e coltivate poi dall’uomo. La corona può avere la forma di Coppa o Tromba.

Di narcisi quindi ne esistono tanti tipi, se ne contano circa 25000 ibridi e selezioni raggruppati in 13 gruppi diversi in base alla forma dimensione e colore delle parti costituente il fiore (oggetto di coltivazione) quali sepali, perigonio e corona.

Quindi troveremo narcisi a corona grande, a trombetta, a fiori doppi, a tazzetta, jonquilla, ecc. Basta deciderci a scegliere e troveremo quello che più ci piace.

IL NARCISO E L’ESSERE UMANO

Naturalmente il narciso ha colonizzato indisturbato i terreni di prati, campi e limite dei boschi, ancora vergini. Quando poi, l’uomo ha iniziato la sua attività di agricoltore, allora i bulbi, che vivevano in profondità, sono stati scalzati dalle lavorazioni agricole; in questo modo si è ridotto il suo areale di vegetazione spontanea. In compenso però la pianta, ritenuta interessante, è stata fin dalla civiltà romana, riaccolta e coltivata da parte dello stesso uomo nei suoi orti e giardini, valorizzandone così le sue proprietà estetiche ed erboristiche.

IL NARCISO NEI NOSTRI ORTI

Progettazione

Anche quando si tratta di coltivazione m’impegno nel far naturalizzare al massimo le piante che coltivo negli orti e giardini, a far integrare cioè le eventuali colture che condividono la presenza nel medesimo spazio.

Il narciso, comunque, si presta ad essere coltivato in diversi modi:

  • coltivazione in aiuole separate. Possiamo dedicare al narciso delle aiuole esclusive per lui, ottima per la coltura da fiore reciso,
  • coltivazione tipo bordura di aiuole con altre coltivazioni. Si rilasciare una striscia di coltivazione esterna a bordura di piante ortive varie tipo insalata, radicchi, bietole ecc. Importante considerate per questo l’altezza media definitiva delle due singole colture che vorrete consociare, di modo che una non sovrasti l’altra.
  • coltivazione con distribuzione casuale (naturalizzata). Si distribuiscono i bulbi dei narcisi in maniera non schematica ma il più possibile naturale.
  • coltivazione con distribuzione a gruppi. Si eseguono dei trapianti di narcisi a piccoli gruppetti distribuiti in altre aiuole, insieme con altre coltivazioni.

Il successo della fioritura è praticamente al 100%, quindi basta immaginare l’effetto finale desiderato e poi agire secondo un progetto preciso per realizzarlo.

Consociazioni

Il Narciso si presta bene ad essere intramezzato nella coltivazione insieme a: aglio, cipolle, insalate, radicchi, bietole e altri erbaggi da taglio di dimensioni tali da non soffocarlo. Per realizzare ciò si trapiantano i bulbi in contemporanea con la semina o il trapianto degli altri ortaggi che sceglieremo.

Quindi, una volta concluso il lavoro tutte le piante inserite cresceranno in contemporanea, e fra marzo e maggio l’effetto micro-paesaggistico sarà assicurato…Provar per credere.

NARCISO, FASI DI COLTIVAZIONE E CURE COLTURALI

Preparazione del terreno

In estate piena si lavora il terreno in profondità, una vangatura. Questa lavorazione straordinaria serve per creare lo spazio necessario ad accogliere i bulbi, preparare il loro habitat per affrancare bene le radici e scongiurare anche eventuali ristagni idrici, pericolosi per l’insorgere di funghi patogeni.

Trapianto dei bulbi

A fine estate/inizio autunno, si effettua il trapianto dei bulbi ad una profondità che è stimata corretta in circa tre volte l’altezza complessiva del bulbo di partenza. La distanza minima fra i bulbi è dai 10 ai 25 cm, comunque variabile a piacere in relazione all’effetto desiderato. La pianta può essere coltivata anche in vaso, in cassoni ecc per abbellire balconi e terrazzi; magari infittendo la distanza fra i bulbi per ottenere maggior effetto visivo dato dalla maggiore concentrazione dei fiori.

Cure colturali

Il narciso è pianta rustica. Per portare ad una buona fioritura la pianta abbiamo bisogno di eseguire:

  • Concimazioni: distribuire stallatico maturo durante le fasi di lavorazioni profonde iniziali; inoltre possiamo aggiungere concime bilanciato sul potassio in pre fioritura e bilanciato verso l’azoto in post sfioritura, per reintegrare le scorte energetiche nei nuovi bulbi.
  • Irrigazioni: praticamente assenti, bastano le piogge autunnali tipiche mediterranee.
  • Diserbi manuali: serve eradicare le erbe spontanee che crescono nel lavorato dell’aiuola dall’inizio della coltivazione fino alla fine del ciclo.
  • Riproduzione della pianta: estrazione sotto terra e divisione dei bulbi  di nuova formazione a fine ciclo estivo, questi poi da conservarsi per le future nuove piantagioni.

Il mio augurio per questo anno nascente è verde (e fra qualche mese anche giallo), proprio come questi germogli invernali di narciso.

#photopissi. “Il narciso d’inverno”.

Buon Lavoro e w gli Ortisti!

 

 

 

 

 

 

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