Un Natale “Verde Brillante” per comprendere la sensibilità e l’intelligenza delle piante

Si avvicina il Natale e scatta l’indicazione di InOrto sul libro da regalare e regalarsi…

Consigliare oggi di leggere Stefano Mancuso è un po’ come consigliare Edmondo De Amicis. Mancuso, scienziato di fama mondiale e direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale, è diventato così noto che raccomandarne la lettura può sembrare davvero scontato. Eppure credo che il suo messaggio sia ancora inascoltato, altrimenti ogni anno non sparirebbero dalla faccia terrestre così tante foreste.

E chi si occupa di orti o di giardini, chi cura e ama le piante, non può non capirne fino in fondo la loro vitale importanza. Conoscere il loro modo di pensare (ebbene sì anche le piante pensano) e il loro comportamento ci apre la mente e lo sguardo verso ciò che non avevamo mai neppure immaginato.

Per questo se ancora non avete letto un libro di Stefano Mancuso iniziate con “Verde Brillante – Sensibilità e intelligenza del mondo vegetale”, scritto insieme alla giornalista Alessandra Viola. “Mettete da parte il vostro abituale antropocentrismo per un paio di ore ed entrate in quest’altro più ricco e sbalorditivo mondo. Non ve ne pentirete e quando ne uscirete non sarete più quelli di prima” esorta Michael Pollan nella presentazione.

Sempre Pollan ci informa che le piante dominano il 99 per cento della biomassa sulla Terra. “Al confronto, gli esseri umani e tutti gli altri animali sono, per dirla con le parole di questo libro intellettualmente spiritoso, ‘soltanto tracce’”.

Più conosceremo le piante e più saremo preparati ad affrontare un futuro quantomeno problematico. Non abbiamo a che fare soltanto con preziose ‘materie prime’ fondamentali per l’alimentazione, la medicina, l’energia e i materiali. Ma con molto molto di più. Capire come le piante comunicano tra di loro e cooperano, come interagiscono alle sollecitazioni esterne e come reagiscono ai cambiamenti climatici e ambientali, ci fornirà determinanti spunti di riflessione e possibili strade da percorrere.

Scoprire che sono dotate di tutti e cinque i sensi: tatto, udito, vista, gusto e olfatto, esattamente come l’uomo, e attestarne infine l’incontestabile intelligenza ci renderà più umili e comprensivi nei riguardi di ciò che ci circonda e con cui conviviamo.

E forse ricorderemo una volta per tutte che le piante possono benissimo fare a meno di noi, mentre non possiamo dire il contrario: da loro dipende la nostra vita.

Quindi Mancuso sarà pure ‘abusato’ in questo momento, ma meno male! E se anche solo uno di noi, dopo avere letto le sue parole, piantasse un albero, sarebbe già un piccolissimo successo.

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