Centro di Lombricoltura Toscano, cosa è l’humus di lombrico e perché utilizzarlo

Non c’è niente di meglio e immediato dell’humus di lombrico per restituire un po’ di fertilità al suolo! Una polvere scura, fresca e inodore, che al solo guardarla ispira fiducia. Un vero e proprio oro nero per il nostro orto.

Cos’ è l’humus di lombrico

L’ humus di lombrico non è altro che la trasformazione della sostanza organica (letame, residui vegetali, ecc.) da parte dei lombrichi, che insieme all’acqua, all’aria e alla microflora, contribuiscono alla formazione dello strato fertile del suolo. Essendo un prodotto completamente trasformato, l’humus di lombrico è facilmente e prontamente assimilabile dalle piante.

Non è certo una scoperta odierna, Charles Darwin nel 1881, dedicò un intero libro a ‘L’azione dei vermi nella formazione del terriccio vegetale’. Un esercito di piccoli esseri intelligenti e sotterranei al servizio del nostro suolo. Un esercito strisciante, alleato e allenato per predisporre ricchezza produttiva al terreno. Circa 53.767 esseri viventi per acro sempre secondo gli studi darwiniani di allora.

 

I lombrichi e la loro azione

I lombrichi prolificano soltanto nei terreni soffici e freschi, mentre sono assenti in quelli magri, compatti e asciutti. La loro presenza è indizio di fertilità. Questi anellidi, dall’aspetto non sempre gradito, strisciando nel terreno, inghiottendo e digerendo le parti organiche in esso presenti, contribuiscono alla ventilazione, al drenaggio e alla qualità del terreno. Dunque se il nostro orto ne è privo dovremmo prontamente provvedere a rimediare.

Ma ci sono lombrichi e lombrichi. Non è per operare delle discriminazioni, ma come tra di noi c’è chi è più adatto allo studio e chi a vincere i cento metri, così tra i lombrichi ci sono quelli più voraci e adatti a questo compito. Gli Elsenia fetida e gli Elsenia andrei, detti lombrichi rossi californiani, sono campioni del ‘mangia e digerisci’ e per questo usati nei luoghi dove si produce humus di lombrico. 

 

 

 

Esperienza e ricerca al Centro Lombricoltura Toscano

Abbiamo chiesto al Centro Lombricoltura Toscano di parlarci del perché è importante e conveniente usare l’humus di lombrico. Il Centro nato nel 2013 per volontà di tre pisani doc, Marco Calcaprina, Paolo Burba e Giulia Carpi, con alle spalle studi in scienze ambientali, in agronomia e in gestione delle risorse, è oggi uno dei punti di riferimento del settore. Nel 2014 vincono l’Oscar Green della Coldiretti Toscana e nel 2015 vengono invitati a Expo 2015 come start-up agricola, proponendosi come modello di economia circolare in grado di trasformare scarti organici in una risorsa per l’agricoltura.

E se il loro ‘core business’ è produrre e vendere humus di lombrico, la loro ‘mission’

è sviluppare al meglio la tecnica del vermi-compostaggio e divulgarne a vari livelli le potenzialità. In questa ottica collaborano con la Facoltà di Agraria dell’Università di Pisa e con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa per incrementare al massimo le proprietà fertilizzanti dell’humus prodotto e per svilupparne i vantaggi nell’ambito della sostenibilità ambientale.

 

Perché usare l’humus di lombrico

L’humus di lombrico è un prodotto ecologico e naturale consentito in agricoltura biologica e biodinamica.

  • Aumenta la porosità e la capacità di trattenere acqua (migliora la struttura del terreno)
  • Fornisce elementi nutritivi prontamente disponibili
  • Contiene una ricchissima comunità di microrganismi benefici per le piante
  • Aumenta la resistenza delle piante alle malattie e ai parassiti
  • Contiene sostanze (ormoni vegetali) che stimolano la crescita delle piante

“L’humus non apporta solo sostanza organica, ma anche microorganismi derivati dal lavoro dei lombrichi. La sua forza proviene da come viene generato, nel nostro caso da allevamenti viventi ben curati in cui viene esaltata la componente vitale” spiega Marco Calcaprina socio di CLT.

Il Centro Lombricoltura Toscano è partito inizialmente con vasche in pieno campo a San Giuliano Terme per poi spostarsi nel 2019 dentro il parco di San Rossore allestendo vasche in serra che producono 3000 quintali di humus l’anno.

Oltre agli effetti benefici esercitati sulle piante, l’humus ha anche altri tipi di vantaggi. “Il primo è l’eliminazione della dipendenza dalla chimica di sintesi dai campi, sia in termini di prevenzione che di cura e nutrizione. L’humus contrasta l’insorgere delle malattie riattivando e rianimando il suolo. Il secondo vantaggio è l’aumento del potere organolettico delle piante. Attraverso la stimolazione delle radici le piante crescono sane e vigorose e il loro valore nutraceutico è più sviluppato, sia in termini di proprietà organolettiche (sapore e colore) che in termini nutrizionali” specifica Calcaprina.

 

Produrre humus di lombrico in proprio

Il Centro Lombricoltura Toscano si occupa anche di consulenza e formazione. Ogni anno vengono organizzati corsi di vario livello per imparare a gestire correttamente un allevamento di lombrichi.

Ci sono corsi collettivi amatoriali per chi può disporre solo di una piccola lombricompostiera. Oppure corsi o consulenza per aziende interessate a gestire un impianto di lombricoltura per produrre fertilizzante a costo zero sfruttando i propri rifiuti. Ma anche corsi più complessi per la creazione e la gestione di impianti di lombricoltura professionali destinali alla commercializzazione.

In ogni caso il fine è sempre lo stesso: promuovere una società del riciclo e trasformare i rifiuti da una problematica ad una risorsa per l’ambiente.

Il CLT utilizza per la produzione di humus di lombrico il letame derivante dagli allevamenti agricoli locali. “Occorre complementarietà tra la coltivazione e l’allevamento se vogliamo innescare un circolo virtuoso che riporti al suolo la sostanza organica utile alla sua fertilità” sottolinea Marco Calcaprina.

Chissà se anche noi, allestendo un piccolo allevamento di lombrichi, non entreremo a far parte di questo circolo virtuoso. O chissà che utilizzando del semplice humus, non si riesca a restituire al terreno ciò che spesso sottraiamo senza pensare a restituirlo.

Perché se dal letame nascono i fiori (come cantava il mitico De André), dall’humus, che ne è la naturale e vitale rielaborazione da parte dei lombrichi, può nascere davvero qualcosa di più.

 

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