Come produrre in proprio i semi di peperone e melanzana

Adesso che abbiamo capito perché è così importante produrre da soli i propri semi e dopo avere imparato come ottenere quelli di pomodoro, continuiamo su questo percorso e allarghiamo la nostra conoscenza ai peperoni e alle melanzane. Anche questi due ortaggi appartengono, come il pomodoro, alla famiglia delle solanacee, ma i loro semi non sono custoditi nel succo del frutto bensì nella polpa ed estrarli è più semplice. Guardiamo come fare…

 

 

 

Produzione semi peperone

I peperoni hanno un ciclo annuale e sono auto-impollinanti, ma l’impollinazione può avvenire anche tramite gli insetti, per questo possono ibridarsi facilmente. Per ottenere un seme di peperone puro, evitando incroci non desiderati, è dunque consigliabile portare a maturazione un sola varietà per volta oppure mantenere tra una varietà e l’altra una distanza di sicurezza di circa 50 metri.

Per produrre il seme sceglieremo il primo o il secondo frutto, che ci darà la pianta selezionata, e andrà raccolto al momento della sua piena piena maturazione, ovvero quando la buccia risulterà avvizzita.

Estrarre i semi non è complicato: basterà separarli dalla matrice biancastra a cui sono attaccati. Una volta liberati li lasceremo seccare bene, bene su di un pezzo di tela o un foglio di carta.

Una volta pronti confezioneremo per loro delle piccole buste di carta velina, con sopra scritto il nome della varietà e se ben conservati, in luogo asciutto e al buio, potranno mantenere la loro germinabilità per 5 anni.

Trattiamo con cautela i semi di peperoncino perché oltre che ‘infiammare’ la nostra bocca, possono facilmente irritare le mucose degli occhi e del naso.

 

 

Produzione semi di melanzana

Nelle piante destinate alla produzione di seme, potremo effettuare delle potature che mireranno a limitare il numero dei frutti e favorire il loro accrescimento. Anche i fiori della melanzana sono ermafroditi e quindi si auto impollinano, ma al fine di evitare ibridazioni ad opera degli insetti, potremo mantenere, come per i peperoni, una distanza di 50 metri tra le varietà di melanzane prescelte, oppure mettere dei piccoli cappucci di tulle sulle cime fiorite. O ancora più semplicemente coltivare una sola varietà per volta.

Se preleveremo i semi da più piante, sane, forti e produttive, otterremo un migliore scambio genetico, producendo una semenza che avrà più possibilità di mantenere intatte tutte le caratteristiche della varietà coltivata.

Per avere dei semi sani e longevi, prima di raccogliere i frutti dovremo attendere che siano completamente maturi. Aspetteremo che la loro buccia avvizzisca e cambi colore diventando, a seconda della varietà, giallo oro, beige o colore del cuoio. Il frutto al tatto dovrà risultare morbido e i frutti al suo interno ben coriacei.

Una volta aperta la melanzana dovremo separare i semi dalla polpa e metterli a seccare. Per recuperare i semi potremo anche frullare lentamente la polpa mescolata con dell’acqua per qualche attimo, per poi lasciare riposare e fermentare il liquido per un giorno o due. Solo a quel punto verseremo l’acqua e raccoglieremo i semi sul fondo.

In quest’ultimo caso occorre fare asciugare con cura i nostri semi, per poi riporli nelle solite bustine di carta o nel contenitore che avremmo scelto per la loro conservazione che, se ben fatta, potrà durare anche cinque anni.

Potrete essere certi che più andrete avanti con la produzione dei semi e più le varietà da voi custodite risulteranno adatte al vostro orto e cresceranno via via più sane e vigorose.

Come sempre ringraziamo dell’aiuto le nostre preziose fonti, il libro ‘Il Balconorto’ e ‘Di seme in meglio’ e i loro gentili autori.

foto dal flickr di Joe Rudd, di Elizabeth Allen,di NellieMcS,di Søren Holt

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