L’erba di San Pietro, un sapore inedito tra le aromatiche

San PietroE’ sempre stimolante trovare per il nostro orto essenze particolari e poco conosciute. Questa volta vi propongo l’erba di San Pietro (Balsamita major o Tanecetum balsamita) un’aromatica dal profumo e dal sapore inconfondibile, lontanamente simile a quello della menta, fresco, gustoso e gradevolmente amarognolo.

L’erba di San Pietro vanta una infinita varietà di nomi, quasi uno per ogni regione d’Italia: erba di Santa Maria, erba amara, erba buona, fritola, erba greca o erba della Bibbia, sembra infatti che le sue foglie essiccate venissero utilizzate dai monaci, che già la coltivavano nel medioevo, come profumato segnalibro. Potremmo provare anche noi ad imitarli per ‘aromatizzare’ le nostre letture, senza però dimenticare che l’erba di San Pietro il maggiore contributo lo dà in cucina, per arricchire frittate e insalate o insaporire torte salate, ravioli e tortelli. Ma usiamola con parsimonia se non vogliamo che il suo gusto amarognolo diventi predominante!

L’erba di San Pietro ha inoltre molte proprietà terapeutiche, è diuretica, digestiva, antispasmodica, carminativa. Le sue foglie hanno proprietà cicatrizzanti: medicano e disinfettano piccole ustioni e punture di insetti, ma possono anche essere utilizzate nella preparazione di rinfrescanti bagni aromatici e per il risciacquo di capelli e biancheria.  erba

Coltivazione – Coltivare l’erba di San Pietro è molto semplice, per cui anche i peggiori ‘pollici neri’ possono provare a tenerla in un vaso (non troppo piccolo) su un balcone insieme alle altre aromatiche. E’ una perenne rizomatosa la cui altezza varia dai 60 ai 120 cm. Pur essendo abbastanza rustica, preferisce i climi temperati, si adatta ai terreni poveri, richiede poca acqua, odia come tutte le aromatiche i ristagni di acqua e (udite! udite!) preferisce essere coltivata in mezzombra, perché questa posizione favorisce la crescita di follie più tenere e carnose. Quindi approfittiamone, perché sono veramente poche le aromatiche che amano prendere le distanze dal pieno sole! I fiori, piccoli capolini gialli, compaiono in estate da giugno in poi.

Propagazione e moltiplicazione – Difficilmente si ricorre alla semina per moltiplicare questa pianta, perché i semi, spesso sterili, hanno scarsa capacità germinativa, conviene quindi suddividere i cespi in più porzioni da ripiantare poi in piena terra o in altri vasi. Se la coltiverete nell’orto in poco tempo si allargherà spontaneamente grazie ai suoi rizomi!

Se amate la semplicità coltivate l’erba di San Pietro tra le vostre aromatiche: la sua presenza umile e poco appariscente vi regalerà un sapore gustoso e poco comune!

Fiori

Commenti
4 Commenti a “L’erba di San Pietro, un sapore inedito tra le aromatiche”
  1. Ivan ha detto:

    Ciao, volevo proporvi questo contest con tema proprio l’erba amara.

    http://www.tortelloamaro.it/contest-cucinando-con-lerba-amara/
    Se ti incuriosisce e se hai modo di condividere la pagina invitando a partecipare sarebbe grandioso
    Grazie, Ivan

    • nara marrucci ha detto:

      Grazie Ivan di averci proposto un luogo dove imparare a cucinare ed apprezzare l’erba amara o l’erba di San Pietro! Allora a giugno tutti a Castel Goffredo in provincia di Mantova, dove di tortelli se ne intendono! 😀

  2. Orlando ha detto:

    Ciao,
    da bambino nel giardino di casa avevo l’erba di S.Pietro, nascosta in un angolino all’ombra.
    Io adoravo il suo profumo, che mi ricordava una gomma da masticare all’epoca molto famosa.
    Mia madre era solita mettere una foglia per lato sulle fettine di fegato di vitello, avvolgeva poi le fettine nella rete di maiale e le cuoceva in padella con olio pepe e una spruzzata di limone….indimenticabili!
    (Orlando)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Orlando,
      ci hai fatto fare un viaggio ad occhi chiusi e narici aperte nel mondo della tua infanzia… Regalandoci poi anche una ricetta antica…
      GRAZIE!
      Salute e buon orto.

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