L’orto della Giudecca: un’oasi di pace dietro le sbarre

L’orto del carcere femminile sull’isola della Giudecca a Venezia è un orto molto, molto speciale, sia per ubicazione che per finalità.

Se guardiamo al suo passato scopriamo che molti anni fa alla Giudecca c’era un convento di monache, con una vasta zona destinata ad orto e giardino, solo in un secondo tempo l’edificio venne convertito a carcere e lo spazio verde fu abbandonato.

Nel 1995 iniziò poi l’opera di ripristino da parte della cooperativa Rio Terà dei Pensieri, che ancora oggi organizza attività lavorative e formazione professionale all’interno delle case di detenzione. “I primi tempi sono stati impiegati a ripulire e a riordinare il terreno, poi finalmente ci siamo potuti dedicare alla creazione dell’orto vero e proprio, seguendo i criteri dell’agricoltura naturale e ottenendo nel 2007 la certificazione biologica” racconta con soddisfazione Liri Longo, presidente della cooperativa.

L’orto non sembra affatto risentire della prigionia e cresce rigoglioso e ben curato da un gruppo di detenute. “La coltivazione dell’orto è l’attività ideale per favorire un percorso di recupero importante – spiega la dottoressa Longo – I corsi di formazione che organizziamo in questo ambito offrono la possibilità di acquisire nuove competenze”.

L’orto, che misura 6000 metri quadri, è provvisto di grandi serre e al suo interno si coltiva un po’ di tutto, compresi i numerosi ortaggi regionali: i radicchi di Treviso, Verona e Castelfranco, il broccolo padovano e quello di Creazzo, oppure il carciofo violetto di Sant’Erasmo. Ma l’orto è grande e c’è spazio anche per una piccola oliveta, un frutteto, la zona per il compost, il tunnel con i semenzai e una sezione denominata ‘aromantica’,  dedicata alle officinali e ai peperoncini.

La produzione è abbondante e i frutti e gli ortaggi raccolti vengono venduti al mercatino che si tiene fuori dal carcere ogni giovedì mattina (Fondamenta delle Covertite, Giudecca 712)  e quelli in eccedenza finiscono in borse assortite di verdure vendute e distribuite dai gruppi di acquisto solidale della zona, mentre le erbe aromatiche e medicinali, sempre nell’ottica dell’ottimizzazione, vengono usate dal laboratorio di cosmetica per la preparazione di prodotti di bellezza e di cortesia richiesti da alcuni alberghi della laguna.

L’orto della Giudecca è un esempio di come spesso l’orto non produca solo verdure, ma anche benessere, diventando luogo di apprendimento, di rispetto e di pace.

Commenti
1 Commento a “L’orto della Giudecca: un’oasi di pace dietro le sbarre”
Trackbacks
Guarda cosa dicono gli altri...
  1. […] http://www.inorto.org/2011/10/lorto-della-giudecca-unoasi-di-pace-dietro-le-sbarre/ Share this:TwitterFacebookMi piace:Mi piace Caricamento… Questo articolo è stato pubblicato in Uncategorized da angeloferrarini . Aggiungi il permalink ai segnalibri. […]



Lascia un commento