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Il mio lavoro mi porta a stare sempre in giro, ma sono un amante di tutte le piante che producono cose buone da mangiare e non solo. Sul mio balcone ho pomodori, peperoni e insalate, ma lo spazio è minimo. Sarebbe bello avere un poco di terra dove coltivare le tue soddisfazioni.

Per questo sarei interessato a trovare del terreno, seppure piccolissimo, nei pressi della mia abitazione. Io abito a Roma zona Trullo. Grazie 1000

(Gianluca – Roma)

Risposta

Ciao Gianluca, non so se esistono piccoli appezzamenti di terreno in vendita nella tua zona, però posso consigliarti di controllare se ci sono orti sociali o giardini condivisi. Come? Guarda con attenzione questa mappa degli orti sociali della capitale , magari ce ne sono alcuni vicino a dove abiti altrimenti scrivi a Zappata romana, che è un’associazione molto attiva in questo ambito. Un saluto e buona ricerca!

Dedicato a tutti i cittadini dall’animo agricolo, a tutti coloro che credono che la città possa accogliere un nuovo modo di sentire: più verde, più umano, più arcaico. Il libro di Novella Carpenter “Farm City – L’educazione di una contadina urbana” ci racconta le mille vicissitudini di chi, testardo come un mulo, ha deciso di piegare la città alle esigenze di una improbabile fattoria cittadina, di chi ha saputo trasformare i limiti di una grande metropoli in opportunità per alimentare la vita di questa difficile impresa verde.

E allora, tra corse in furgoni stracarichi di letame e incursioni notturne in tutti i cassonetti dei quartieri più alti, si snoda l’avventura di Novella, che non si limita a piantare pomodori e lattughe in un appezzamento di terra circondato dal cemento, ma va oltre, accettando una sfida che sembra impossibile: sopravvivere in città soltanto con quello che si riuscirà a produrre.

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Succede raramente di leggere con piacere la nascita di un centro commerciale, che quasi sempre vuol dire cementificazione. Questo di Marcianise, in provincia di Caserta, ha però una marcia in più o forse è il caso di dire un orto in più. Un orto di 650 metri quadrati, realizzato solo con materiale di recupero e nutrito con i rifiuti alimentari prodotti e compostati dai 25 bar e ristoranti presenti nell’area.

E’ incredibile, ma molto apprezzabile che un luogo di grande frequentazione come un centro commerciale si ponga come esempio di sviluppo positivo, soprattutto in una regione dove la raccolta differenziata fatica a decollare, mostrando a tutti i visitatori, in particolar modo ai bambini, come dai rifiuti possano germogliare tanti ortaggi tipici del luogo. Nelle sue parcelle sono infatti coltivati i pomodori ‘San Marzano’, lo zucchino ‘San Pasquale’ e le melanzane ‘Mulignana’, varietà scelte in collaborazione con l’Istituto Eureco di Caserta che ne ha anche fornito i semi.

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Immaginiamoci Milano vista dall’alto e aguzziamo lo sguardo in cerca di tutti gli spazi dedicati agli orti: davanzali con piantine di aromatiche, bellissimi terrazzi che ospitano frutti e ortaggi, spazi abbandonati trasformati in orti condivisi ed infine periferici orti urbani. Una gigantesca ragnatela verde che dal centro si allarga verso l’esterno, creando una meravigliosa rete produttiva. E’ il verde dell’orto che si sta propagando in tutte le città  e  sempre più numerosi stanno diventando gli ortisti metropolitani.

Per descrivere i contorni di questo fenomeno e per capirne la vera entità è nato a Milano l’Orto Diffuso (in un post precedente avevamo parlato degli orti condivisi romani), che si propone di fare una mappatura completa di tutti gli orti urbani. E’, per dirla con le parole dei loro ideatori, “un network…una comunità virtuale, ma anche fisica che si articola attraverso tutte le persone che utilizzano questi spazi per ripensare la città”.

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Dopo New York, Parigi, Londra e molte altre città europee anche a Roma gli orti condivisi stanno sempre più prendendo piede, o forse è più corretto dire terreno. Spazi verdi, per lo più pubblici, abbandonati e senza manutenzione, sottratti  all’incuria e al degrado da gruppi o associazioni di cittadini volenterosi di dare dignità ad aree dimenticate. Grazie all’iniziativa degli abitanti queste aree si trasformano con il tempo in orti, piccoli giardini, aree gioco, dove è possibile incontrarsi e lavorare insieme ad un progetto. In nome della natura si creano dei luoghi di aggregazione dove ciascuno è responsabile di uno piccolo spazio urbano e del verde che ne fa parte.

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