Un orto-giardino sospeso tra cielo e terra nel centro storico di Firenze

Amaranto e duomoSalire sul terrazzo di Giannozzo Pucci per me è stato un po’ come andare in pellegrinaggio. Se per pellegrinaggio si intende, come dice wikipedia, ‘andare verso luoghi di culto particolarmente significativi e santi’. Ma perché mai? Perché a Giannozzo Pucci, anzi alla sua casa editrice, la Libreria Editrice Fiorentina, devo il fatto di conoscere Masanobu Fukuoka o Wendell Berry che, per chi non li conoscesse, sono i maestri che hanno fatto capire come la cura della terra sia qualcosa di più di una serie di semplici gesti manuali, ma qualcosa di altamente sociale e spirituale, qualcosa di ‘rivoluzionario’.  Giannozzo è da sempre in prima linea per la divulgazione di questo pensiero, in difesa della natura e del paesaggio. Sempre a lui dobbiamo la nascita della Fierucola, il primo mercato di vendita diretta (è nato nel 1984) dei piccoli produttori ecologici, una grande risorsa per chi coltiva e produce su piccolissima scala prodotti di qualità. Una sorta di scommessa per promuovere la rinascita della ruralità italiana.

Ma ritorniamo al terrazzo, 60mq in cima allo splendido palazzo di famiglia a Firenze. Questo magnifico giardino, oltre a coronare la casa con fiori e ortaggi, gode della magnifica vista della Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Quando sei lassù lo stupore è immenso perché sembra di poterla abbracciare da ogni angolo. Cipolle e duomo

A prendersi cura di questo orto-giardino sospeso è Tommaso Turchi, giardiniere e abile restauratore, che me lo ha illustrato parlandomi con sapienza delle consociazioni adottate, delle proprietà delle singole piante, dell’adattabilità di alcuni vegetali e della reticenza di altri, insomma di tutte le esperienze scaturite da questo formidabile laboratorio. L’ho seguito per circa un’ora come un cagnolino, gustando qua e là una foglia di Perilla frutescens, un fresco lampone bianco, una dolcissima foglia di stevia, il gambo cavo del levistico, che sembra possa essere usato anche come cannuccia per gustare le tisane. Oppure annusando le foglie dei bellissimi tageti giganti, delle numerose salvie o i gambi ‘all’aglio’ della bella e adattabile Tulbaghia fragrans. Perché questo giardino è, come dice Tommaso: “ Plurisensoriale, si può annusare e mangiare quasi tutto”.

Tommaso Turchi

Tommaso Turchi

Mentre ero lì, tra un esercizio sensoriale e l’altro, cercavo di annotare quello che potevo e ho visto che in un’aiuola dove prima c’erano le patate, sono stati poi seminati fagioli, perille, radicchi, erba cipollina e cren (Armoracia Rusticana), il cui tubero sembra allontanare gli insetti dalle patate; e che zucchine, mais e fagioli, funzionano benissimo insieme, anche sul balcone. E ancora che calendule, tagete, e nasturzi sono il ‘leitmotiv’ di questo terrazzo, perché oltre a dare tocchi di colore ovunque, sono commestibili e allontanano gli insetti nocivi dal terreno e dagli altri ortaggi. Anche la senape è una pianta utile, perché una volta finito il suo ciclo, può essere interrata per arricchire il terreno e disinfettarlo.

Le piante messe a dimora da Tommaso sono quasi tutte curiose e spettacolari: dal luppolo, che si arrampica ovunque, alla saggina (Sorghum vulgare) con i suoi divertenti pennacchi; dallo scenografico Amaranto bicolor, dalle foglie commestibili, al Bricoccolo, un frutto antico toscano a metà tra un susino e un albicocco. Perché su questo terrazzo viene data particolare importanza e spazio alle varietà locali, alle quali è stata dedicata anche un’aiuola a se stante con dentro il pomodoro costoluto fiorentino, la cipolla di Certaldo, la lattuga pesciatina,  il fagiolo zolfino, il basilico gigante toscano del Valdarno. Dovunque mi voltassi, nonostante fossero gli inizi di ottobre, spuntavano cavoli (di cui gli stormi purtroppo sono ghiottissimi), pomodori, fragole, topinambur, lamponi e cipolle. Tutto incastonato in perfetta armonia con l’architettura della casa  (perfino le inferriate delle finestre servono da sostegno dei pomodori),  con i tetti di Firenze e soprattutto con l’elegante maestosità di Santa Maria del Fiore.Orto su tetto Pucci

Elencare tutte le varietà contenute in questo ‘scrigno-terrazzo’ della biodiversità è impossibile, ma sappiate che Tommaso oltre ad essere custode di questo giardino pensile è anche custode di semi e se volete entrare in contatto con lui, potete farlo attraverso la pagina Facebook di Seed Vicious, l’associazione che ha creato nel 2012 per preservare e scambiare semi tra appassionati. “Sono sempre stato attratto dai semi – spiega Tommaso – trovo che il seme sia democratico, perché permette a tutti di produrre il proprio cibo in modo indipendente e in piena libertà”. Perché la libertà, scrive Giannozzo Pucci nella presentazione del libro ‘La rivoluzione del Filo di Paglia’ di Masanobu Fukuoka: “cresce e cammina sulle ali delle rondini che godono di volare, nel respiro di un ciuffo d’erba che comunica al mondo la sua pace, la sua trasparente umiltà. La libertà si nasconde dentro le correnti delle leggi di natura, i comandi che il Creatore ha scritto nelle cose, quando ci ha fatti liberi persino di sfruttarle”.

Terrazzo PucciE per l’anno prossimo Tommaso ha in mente un progetto di grande suggestione: “Seminerò in un’aiuola il grano Senatore Cappelli, insieme a fiordalisi e papaveri”. Il campo di grano che ciascuno di noi possiede nel proprio immaginario, ma che questa volta potremo vedere sopra i tetti di Firenze!

 

 

 

 

 

Raccolto PucciDuomo TerrazzoFinestra Pucci

 

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