Arrivano dal Cilento i grani del ‘futuro’

Campo granoSono andata nel Cilento alla scoperta dei grani antichi. Oppure come ama definirli Antonio, un amico che ho conosciuto lì, dei grani del futuro. Esattamente a Caselle in Pittari, un piccolo paese arroccato sul cocuzzolo di una collina, come ce ne sono tanti in quella parte della Campania. La differenza è che a Caselle in Pittari da dieci anni a questa parte ogni luglio si tiene il Palio del grano, una festa che celebra il grano, la terra e la voglia di stare insieme. Non è una festa per chi è in cerca di folclore annacquato, finte ricostruzioni o tiepide rimembranze (anche perché quest’anno la calura era tale che di tiepido non c’era niente), ma è una festa dai sapori e dagli intenti forti: il sapore dei grani del luogo che hanno nomi e radici antichissime, Russulidda, Ianculidda, Carosella di Pruno e molti altri, tutti recuperati e coltivati ancora oggi su quelle terre.

Proprio in questi grani la comunità di Caselle ha ritrovato un’idea comune attorno a cui stringersi e ritrovarsi per riscoprire, custodire e preservare oltre ai semi, anche valori e tradizioni che rischiavano di scomparire.Corteo Palio
Da qui l’idea del Palio del Grano, una gara di mietitura, falce in pugno, che vede scendere in campo ben otto rioni di Caselle in Pittari, ciascuno con i propri colori e con i propri ‘campioni’, affiancati da altri mietitori provenienti da otto paesi ciilentani gemellati, ma da quest’anno agli aiuti ‘locali’ se ne sono aggiunti altri nazionali: ciascun rione ha goduto infatti di un ulteriore gemellaggio proveniente da tutta Italia, dalla Val Camonica all’Aspromonte, con il risultato che il Palio sta diventando sempre più un mix di saperi e di dialetti!
MietituraMa la voglia di condividere e di aprire questa esperienza anche al di fuori del Cilento si manifesta soprattutto attraverso il Camp di Grano, una settimana di educazione rurale aperta a tutti per imparare l’arte della mietitura, le varietà sconosciute e i processi di lavorazione tradizionali, con tanto di molitura a pietra con molino ad acqua e naturalmente la panificazione naturale con lievito madre. E posso garantirvi che non sono solo discorsi, qui quasi ogni famiglia fa il pane fatto in casa con le farine locali!
E alla faccia di chi dice che il Sud è fermo, ogni anno a Caselle in Pittari c’è una nuova iniziativa: la Biblioteca del Grano è tra le più recenti. Non si tratta di libri messi bene in ordine su di uno scaffale, ma di semi autoctoni coltivati su di un campo, ogni grano ha il suo cartellino di riconoscimento, con su scritta la storia, le caratteristiche e le proprietà. La Biblioteca è come un museo a cielo aperto, dove ogni seme viene considerato un’opera d’arte dal grande valore storico e culturale.Biblio grano
Ultimo progetto nato in seno al Palio del Grano è Terra di Resilienza, una cooperativa di giovani cilentani che si occupa di agricoltura sociale ed ecoturismo che, manco a dirlo, ha già dato vita ad un orto ricco di semi troppo spesso dimenticati.
Quindi se il prossimo luglio sarete intenzionati a lasciare il vostro orto per qualche giorno e andare a caccia di ortaggi inusuali o insegnamenti agricoli, dirigetevi al Sud, destinazione Caselle in Pittari, là si respira, oltre alla voglia di divertirsi, l’impegno sincero di chi crede che il futuro possa ripartire da un semplice seme.
E dopo avere assistito ad una festa entusiasmante potrete sempre tornare a casa, come ho fatto io, con una pagnotta squisita di grani antichi. Ops! Scusate, di grani del futuro!
PalioSimboli palio

Commenti
2 Commenti a “Arrivano dal Cilento i grani del ‘futuro’”
  1. Loredana scrive:

    Siete fantastici e innovativi i miei più’ sinceri complimenti!

     

     

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