Orti Dipinti, un progetto condiviso e sostenibile nel cuore di Firenze

Orti Pintiorti dipintiE così ora anche Firenze, come molte altre città italiane, ha il suo Community Garden: Orti Dipinti è il primo orto sociale in pieno centro storico. Il suo nome è dovuto proprio al fatto che si trova in Borgo Pinti, di fronte al ‘mitico’ Four Seasons Hotel. Sembra che questo Borgo abbia da sempre una speciale vocazione verso gli orti, e quelli che vi si coltivavano in passato erano così belli che i pittori venivano a dipingerli. Per cui il nome Orti Dipinti ha oggi, come allora, più di un significato.

Un alto muro giallo divide questo luogo dalla strada e per giungervi occorre oltrepassare un cancello e attraversare unpiccolo, ma delizioso e inaspettato giardino. Ma ancora più inattesi sono questi orti curati e accoglienti, creati dentro grandi cassoni in legno.

Questa scelta è stata dettata dal fatto che qui prima c’era una pista di atletica destinata ai frequentatori dell’Istituto Barberi, l’associazione di volontariato impegnata nell’assistenza e nell’orientamento  al lavoro di ragazzi disabili. Gli stessi ragazzi che oggi frequentano l’orto e partecipano alla sua vita. Orti Dipinti

L’orto è aperto a tutti i cittadini, ma sia per dimensioni, che per vocazione, non è tanto destinato alla raccolta e al consumo di verdure (che pure ci saranno e anche abbondanti visto l’ottimo lavoro svolto) ma soprattutto alla didattica, alla sperimentazione, alla socializzazione, alla diffusione di una cultura ambientale, che fa della sostenibilità il suo principale obiettivo.

posa-ampolleDi quanto questo luogo sia attento e aperto a tutte le soluzioni ecologicamente compatibili, lo dimostrano già le tecniche adottate per la sua irrigazione. Conoscete le ampolle sub-irriganti? Io non le conoscevo e le trovo fantastiche. Consiste nell’inserire nel terreno, al centro delle colture, in questo caso al centro dei cassoni, delle ampolle in terracotta o in ceramica, di grandezza proporzionata all’aiuola. Queste ampolle una volta riempite d’acqua, grazie alla loro porosità, rilasceranno nel terreno l’umidità necessaria alle radici degli ortaggi per svilupparsi al meglio. Per non fare evaporare l’acqua troppo in fretta, su ogni ampolla sarà necessario posizionare un tappo (un sasso, un sughero, ecc.) e siccome agli Orti Dipinti le cose si fanno bene o non si fanno, ecco che i ragazzi dell’Istituto Barberi hanno realizzato per il ‘loro’ orto dei ‘tappi d’autore’, delle vere e proprie opere d’arte in terracotta smaltata nelle forme più svariate. E anche solo per vedere questi piccoli gioielli di artigianato, gli Orti Dipinti meritano una visita!Tappi ampolle

Ma dietro a tutto questo chi c’é? Ci sono molte entità: istituzioni (Comune di Firenze), associazioni (Istituto Barberi), piccoli e grandi sponsor (A.I.L.O., Four Seasons Hotel, Ortofruttifero Pacini, Rangger Eleonore e Nina, Coldiretti Toscana, Casba A+D). Ma il vero ideatore e promotore di questa iniziativa è Giacomo Salizzoni, architetto di origini bolognesi da anni operante sul territorio fiorentino. E’ lui che ha creduto fin da subito nella possibilità di realizzare questo progetto, ne ha individuato lo spazio e se ne è fatto portavoce e coordinatore. A dare una mano a Giacomo nella realizzazione e nella manutenzione dell’orto, ci sono tanti volontari di tutte le età, senza i quali tutto questo non sarebbe possibile. Semplici cittadini che vedono negli Orti Dipinti un nuovo punto di incontro, dove si sta insieme facendo qualcosa di ‘sano e utile’. Quanto questo sia vero ce lo dicono le parole della signora Sandra, assidua frequentatrice dell’orto, non più giovanissima ma energica ed infaticabile: “Per me questo luogo significa riqualificazione del tempo libero”.

OrtiDipintiE’ stato inaugurato ad ottobre, ma per essere un orto neonato, Orti Dipinti pensa già in ‘grande’. I progetti che devono ancora svilupparsi intorno a questo luogo sono molti e tutti interessanti e in linea con la sua ‘mission': la realizzazione di una grande tenda yurta, per ospitare workshop educativi ed eventi sociali; la possibilità di fare compostaggio di quartiere e lombricoltura;  la creazione di uno spazio per la coltivazione in acquaponia; la costruzione di un info-point per distribuire le dovute informazioni. Se volete conoscere meglio questi obiettivi e partecipare attivamente alla loro concretizzazione date un’occhiata a questo link  di Community Sponsorship, magari chissà che non vi venga qualche idea o suggerimento!

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