Coltiviamo il rabarbaro: facile, duraturo, produttivo, decorativo, precoce

Il Rabarbaro (Rheum) appartiene alla famiglia delle Poligonacee è una delle poche piante perenni  del nostro orto, infatti insieme al carciofo e all’asparago è una delle poche piante che non vanno riseminate ogni anno. E già questo è un bel vantaggio!

L’altro aspetto positivo è la precocità: il rabarbaro è fra le prime piante dell’anno ad offrire all’orticoltore le prime soddisfazioni! E poi c’è l’aspetto estetico che non va assolutamente trascurato: le sue coste rosse, le foglie verde intenso, talvolta rigate di rubino, sono molto decorative (il Rheum Palmatum è forse quello più ornamentale).

Riepilogando: é facile da coltivare e da riprodurre, dura molti anni, è molto produttivo, è bello, e il suo sapore particolare si presta alle più diverse interpretazioni culinarie.

A questo punto non resta che capire meglio come coltivarlo.

Posizione e terreno – Il rabarbaro cresce bene sia al sole che in mezz’ombra e resiste anche alle intemperie. Non è molto esigente in fatto di terreno, conviene però preparare il suolo in anticipo arricchendolo con dello stallatico o con del compost ben sminuzzato. Annaffiamolo poi con regolarità, ma evitiamo i ristagni di acqua.

Semina e messa a dimora – Il modo più facile per riprodurlo è dividere i vecchi cespi e interrare i pezzi ottenuti a una distanza di 90 cm l’uno dall’altro, con l’apice appena poco sotto la superficie del suolo. Si può procedere con questa operazione  fino alla fine dell’autunno, ma se abitiamo in zone particolarmente fredde, la posticiperemo all’inizio della primavera. In questo periodo si potrà effettuare anche la semina.

Coltivazione – Puliamo il terreno dalle erbacce e tagliamo i fiori appena li vediamo apparire sulla pianta, per aumentare la produzione fogliare. Ogni autunno potremo predisporre una pacciamatura supplementare e arricchente con del compost.

Avversità – Il rabarbaro non soffre di particolari problemi, se dovessero però apparire delle virosi, la pianta andrà sradicata e bruciata. Sembra invece che il rabarbaro stesso, se disseminato insieme a cavoli e verze,  allontani da questi la Plasmodiophora, ovvero il parassita responsabile dell’ernia del cavolo.

Raccolta – A partire dal secondo anno si possono iniziare a strappare le coste esterne all’inizio della primavera, lasciandone però sempre circa la metà sulla pianta. La raccolta andrà poi sospesa a metà estate. Chi desidera avere delle primizie, dopo le prime gelate, può coprire le piante con dei secchi o dei vasi, in modo da escludere del tutto la luce solare, mettendo poi della paglia intorno e sopra i contenitori si aumenterà la temperatura e quindi l’effetto desiderato. Questo sistema dovrebbe garantire coste tenere e precoci, in anticipo di qualche settimana rispetto al previsto. E mi raccomando consumate le coste ma non le foglie che sono ricche di acido ossalico, che se consumato in alta quantità può essere tossico!

foto di crystalseas e di BCharmer da flickr

Commenti
30 Commenti a “Coltiviamo il rabarbaro: facile, duraturo, produttivo, decorativo, precoce”
  1. Dorianna Fiacchi ha detto:

    Vorrei sapere se possibile, perchè le mie piante di rabbarbaro rubra non diventano rosse, ma le coste rimangono verdi-. Grazie

  2. Luca ha detto:

    Ciao,

    nel mio orto ho interrato dei cespi di rabarbaro la scorsa estate,
    ed in questi giorni stanno crescendo 4 nuove coste ,
    pensavo che tra qualche settimana avrei potuto utilizzarlo per cucinare…
    devo invece aspettare ancora un anno?
    Grazie
    (Luca)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Salve Luca

      Bellissima pianta il rabarbaro! E bravo che le riproduci per divisone del cespo, perché aiuta ad avere nuove piante e più belle.
      Per l’utilizzo culinario basta che le coste siano mature, cioè sviluppate abbastanza da poter essere raccolte e quindi utilizzate,
      non importa aspettare un anno!
      Buon orto…e cucina

  3. Monica ha detto:

    Ciao.

    Nell’orto ho scoperto una pianta di rabarbaro che sta fiorendo in questi giorni, posso riprodurla anche per seme? e come? Posso utilizzarlo anche se in fioritura?

    Grazie.

    Monica

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao a te

      Certo che puoi riprodurla anche per seme, aspetta che l’infiorescenza sia matura, cioè che i semi siano seccati sopra e poi raccoglili
      prepara dei vasini con terriccio universale e metti due semini per vasetto – profondità 1 cm – e aspetta il lieto evento!
      Per l’utilizzo ti consiglio di aspettare la fase vegetativa successiva alla fioritura.
      Buona semina…e marmellate di rabarbaro anche!

  4. rosanna ha detto:

    Buon giorno

    anche io ho il problema delle coste che rimangono verdi . e non credo dipenda dalla varietà . mi spiego meglio,
    lo scorso anno ho seminato il rabarbaro,che è cresciuto molto bene in vaso, con le coste belle colorate,dopo l’inverno ho trasferito la pianta nell’orto di mio cognato; ora la pianta è gigantesca ma purtroppo le coste sono verdi e apparentemente molto coriacee,da cosa può dipendere?

    (Rosanna)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Salve!
      A parlare di ortaggi buoni mi viene l’acquolina!!!
      Il colore, più o meno verde, dei tessuti vegetali dipende dalla differente concentrazione della clorofilla e per questo dalla insolazione che queste ricevono,
      ma credo che il caso delle tue bietole dipenda proprio dalla varietà.
      Il fatto che le coste delle foglie di rabarbaro hanno cambiato colore e consistenza dipende dalla quantità di luce e calore che la pianta riceve, e anche dall’umidità del suolo,
      il rabarbaro esige suoli freschi e ben concimati di sostanza organica: Humus.Magari l’orto del tuo cognato ha esposizione e condizioni di terreno differenti!
      Mi confermi?

  5. elena ha detto:

    Ciao,
    c’è una cosa molto importante che deve essere detta e che è stata tralasciata in questo articolo,
    LE FOGLIE DEL RABARBARO SONO VELENOSE!
    Mi raccomando attenzione e buona informazione.
    (Elena)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Salve Elena,
      giusta precisazione provvediamo subito, i lembi fogliari infatti non si devono utilizzare perchè hanno alte quantità di acido ossalico, ti dirò di più che anche i piccioli possono concentrare tale sostanza dentro di se,specialmente dopo le prime gelate!
      Salute!

  6. scala giulio ha detto:

    Salve,
    anch’io, più o meno ho avuto gli stessi dubbi, la risposta l’ho trovata leggendo in basso (Stefano Pissi).
    L’anno scorso ho piantato il rabarbaro, non vedendo risultato, ho tagliato raso terra, con grande sorpresa quest’anno è spuntato adesso sarà circa 1 mt con fiori, che farò seccare per piantare nuove piante, è giusto così? Da quel che ho capito quest’anno devo solo curare (come che si fa?) le foglie grandi devo tagliare e buttare via, posso mandarvi delle foto? Grazie per l’aiuto.
    (Giiulio)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Giulio,
      si la pianta del rabarbaro dà grandi foglie e altrettanti soddisfazioni! E’ giusto come dici te, fai maturare – seccare cioè in pianta – l’infiorescenza e poi raccogli i semi che metterai a germinare a fine inverno – magari in una serra o in casa. Per la cura ordinaria ti suggerisco sia l’irrigazione normale – una volta alla settimana circa – e anche delle concimazioni con concime organo/minerale da fornire ogni mese circa – evita agosto però che fa troppo caldo. La potatura delle foglie si fa eliminando quelle che ormai sono troppo vecchie…di solito quelle più grandi.
      Salute e buon orto

  7. Cristina ha detto:

    Ciao,
    leggo le vostre domande e risposte che trovo molto utili…io quest’anno ho piantato il rabarbaro che fa fatto delle belle coste, facevano fatica a diventare rosse poi pero’ si sono marcite tutte.
    Ho dato troppa acqua? mi confermate? Ora cosa faccio, lascio lì le radici o tolgo tutto?
    Grazie per i consigli.
    (Cristina)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Cristina,
      grazie per i tuoi apprezzamenti al nostro lavoro!
      Le coste del rabarbaro non sempre riescono a diventare rosse e, se lasciate sopra la pianta una volta maturate, poi iniziano comunque a degradarsi, naturalmente.
      Da come descrivi la tua situazione credo che la ragione sia questa. Adesso però ti consiglio di staccare le foglie più vecchie, senza aspettare che cambiano di colore e vedi se ci sono nuovi germogli che crescono…dovrebbero esserci in quanto la pianta del rabarbaro è specie rustica, ma mi raccomando lascia le radici eh! Riguardo alle irrigazioni bagna bene la pianta almeno ogni due/tre giorni – se vegeta in terra – oppure uno/due giorni se in vaso.
      Salute e Buon orto.

  8. Anna ha detto:

    Buongiorno amici!
    Sono Anna Musco da Firenze e, tra non molto, da Trapani, essendo in fase di trasferimento.
    Dei miei cari amici in Canada (dove sono vissuta per molti anni) hanno educato il mio gusto all’uso del rabarbaro; specialmente nelle preparazione di piatti dolci (un certo accostamento di dolce/amaro e, per me, gradevolissimo).
    Non sono molto esperta nella sua prepaparazione in altro modo; percio’ sarei grata a chi ha molta piu’ confidenza di me in questo campo e potesse, percio’, suggerirmi qualche altro modo ci gustare questa verdura.
    Questa e’ la mia email: m.anna1933@gmail.com – tel. 0556581276.
    Grazie
    (Anna – Firenze)

  9. Leroy ha detto:

    Ciao,
    ho piantato 2 piante di rabarbaro in zone differenti del giardino, entrambe si sono appassite una nel mese di agosto, ho pensato al caldo l’altra in questi giorni troppo freddo? Poco drenaggio? E’ morta o ripartirà in primavera?
    Grazie e complimenti per il sito è molto interessante.
    (Leroy)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Leroy,
      il rabarbaro rapontico è un’erbacea perenne e produce in primavera/estate delle grandi foglie, che però fa cadere dalla pianta nei periodi sia di grande caldo e sia freddo, per resistere come rizoma, sotto terra. E’ probabile cioè che le tue piante non siano morte come si vede da sopra, ma viceversa stanno sopravvivendo sotto. Per assicurarti di questo prova a controllare tu stesso se sotto le foglie secche c’è ancora il germoglio vivo, allora si che in primavera ripartià di certo!
      Salute e buon orto.

  10. Andrea ha detto:

    Proprio stamani mi hanno portato delle piantine di rabarbaro… ho letto l’articolo sulla coltivazione ma se possibile vorrei qualche informazione in più! Se ho capito bene diventeranno molto grosse quindi dovrò metterle a una distanza di circa 1mt l’una da l’altra per quest’anno devo solo aspettare che crescano e facciano il loro corso, a fine estate per mantenerle cosa devo fare? devo tagliarle in attesa che ributti in primavera? devo proteggerle dal freddo dell’inverno con qualcosa? Immagino che se tutto va bene in estate fiorirà…ma devo già toglierli per fare in modo che cresca più forte e vigorosa o per questo anno non devo fare assolutamente niente?

    Grazie Mille

    Andrea

  11. Francesco ha detto:

    Buongiorno,
    poche settimane fa (inizio Luglio) sono stato costretto a trapiantare due piante di rabarbaro da vaso a vaso poichè il primo è stato distrutto da una grandinata (incredibile ma vero).
    Le piantine massacrate e trapiantate stanno rifogliando, ma ho notato che tende a crescere con fatica e le foglie stanno virando ad un giallognolo chiazzato. se si tirano via quegli steli vengono via con troppa facilità, come se fossero attaccati precariamente al germoglio.
    Cosa sta succedendo? Ho paura che ci sia qualche malattia. Ci sono ancora delle foglie che stanno venendo su belle verdi. Devo estirpare quelle “macchiate”?
    Grazie.
    (Francesco)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Francesco,
      le grandinate sono dei veri cataclismi, capaci di far danni diretti – distruzione di foglie, fiori e frutti ecc – come anche indiretti e cioè trasmissione di patologie fungine che dalle ferite entrano nella pianta…questo potrebbe essere il tuo caso. Per questo ti suggerisco di togliere tutte le foglie ferite e comunque malate della pianta e poi trattare la stessa con un preparato antifingino quale la poltiglia bordolese – vedi il link al video – importante però è che tu sanifichi la pianta prima e la tratti bene sul germoglio sano. Fortunatamente la pianta del Rabarbaro è molto rustica oltre che bellissima.
      Salute e buon orto.

  12. renata morselli ha detto:

    Buongiorno.
    Per circa 5 anni le mie 5 piante di rabarbaro, posizionate in zona di mezz’ombra, si sono sviluppate e ho raccolto diverse “canne rosate” – le costole delle foglie cioè.
    Quest’anno però non sono più rispuntate. Cosa è successo? Forse perchè ho raccolto tutte le canne?
    Grazie,
    (Renata)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Renata,
      per “canne rosate” intendi i gambi delle foglie, che costituiscono il raccolto della pianta?
      Adesso le piante, ferme durante l’inverno, dovrebbero risvegliarsi piano piano per ricostituire poi tutta la chioma della pianta…magari sono ancora in ritardo.
      Non credo che raccogliendo tutte le foglie tu le abbia debilitate tanto da non risvegliarsi….attendi un po’ e facci sapere.
      Salute e buon orto.

  13. Ilaria ha detto:

    Salve a tutti e complimenti per il vostro sito!
    Lo scorso Febbraio con tanta gioia ho acquistato tre piantine di rabarbaro che stanno mettendo a dura prova il mio pollice verde!
    Da subito hanno preso gli afidi, che combatto con macerato di aglio, riesco a tenerli lontano dalla pianta solo per una settimana, poi ritornano!
    Successivamente il vento ha rotto metà degli steli e adesso che le piantine si stavano rimettendo con nuovi ributti, le foglie hanno cominciato ai lati a tingersi di giallo. Molto velocemente, nel tempo di un giorno.
    Su internet ho letto di due funghi che colpiscono il rabarbaro (Colletotrichum erumpens e Phillosticta straminella), ma non riesco a trovare delle immagini di piante colpite da questo fungo per confrontarle con le mie. Proverò a trattare con poltiglia bordolese ma se possibile, vi chiedo informazioni circa questi funghi per capire come attaccano, se ho fatto io degli errori e come proteggere questa pianta da futuri attacchi.
    Grazie mille in anticipo.
    (Ilaria)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Ilaria,
      grazie per i complimenti che ci riservi e non temere per il tuo pollice che sarà sempre più verde!
      L’attacco di afidi è continuo se le condizioni climatiche e di sviluppo della pianta lo permettono, sono insetti che fanno tante generazioni, per codesto problema quindi ti suggerisco di insistere con trattamenti ripetuti, ovviamente biologici, fino a che le piante non saranno libere, ovvio è che merita trattare solo se l’attacco è massiccio da recare veramente stress alla pianta.
      Riguardo al coloramento di giallo di alcune foglie è probabile che la causa sia stata il danneggiamento, cioè le ferite causate dallo stroncamento in seguito al vento, ma il rabarbaro è comunque una pianta abbastanza rustica e resistente, anche se un trattamento con poltiglia bordolese per prevenzione all’infezioni fungine sulle ferite provocate dal vento potresti farla per cautela.
      Stai tranquilla che la gioia iniziale per le tue piantine di rabarbaro tornerà ancora più…verde anche lei.
      Salute e buon orto.

  14. Chiodi Giancarlo ha detto:

    Buongiorno,
    questa mattina in provincia di Torino una signora che vende le sue verdura al mercato dei contadini di Porta Palazzo, ha tagliato in mia presenza dei lunghi steli di “Rabarbaro”…gli steli sono di colore rosato e cilindriche e dure al tatto e presentano nella sommità una infiorescenza simile ad un grappolo d’uva.
    Volendo usarle per fare la marmellata, le chiedo come usarle.
    In attesa di risposta la ringrazio e saluto.
    (Giancarlo – Torino)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Giancarlo,
      da come ci descrivi sembra che la signora vendesse proprio degli steli di rabarbaro, non è molto comune trovarli in vendita al mercato in effetti.
      Per trasformare gli steli di rabarbaro in marmellata ti suggerisco di seguire la ricetta spiegata in questo sito specializzato.
      Salute e buon orto.

  15. Ennio ha detto:

    Buongiorno,
    se voglio far crescere una nuova pianta di rabarbaro, quando posso raccogliere i semi dei fiori e piantarli.
    Grazie per i consigli.
    (Ennio)

    • Stefano Pissi ha detto:

      Ciao Ennio,
      i semi del rabarbaro vanno raccolti da quella infiorescenza che la pianta produce a fine estate, quando però la stessa matura seccando sulla pianta, a quel punto i semi sono pronti per la messa a dimora invernale, in serra ovviamente, e trapianto primaverile successivo.
      Salute e buon orto.

Lascia un commento