Equiseto, preparazione e utilizzo contro le malattie fungine

L’equiseto (Equisetum arvense), insieme all’ortica, è una delle piante più importanti per la cura del nostro orto: ci aiuta nella prevenzione delle malattie crittogamiche (contro i funghi) e nella lotta ai parassiti.

L’equiseto, detto anche coda cavallina, si trova ovunque in Europa, sui bordi dei fossi e delle strade, soprattutto se nelle vicinanze c’è dell’acqua. Considerata un’infestante è proprio adesso (in estate) il momento della sua raccolta, per preparare macerati, decotti o infusi. L’elevato contenuto di silice e di sali solforici la rende un ottimo coadiuvante contro la peronospora, la ruggine, l’oidio, la botrytis  e le altre malattie fungine.

Per evitare delusioni ricordate che i rimedi vegetali non sono paragonabili ai fitofarmaci: il risultato sarà più blando, ma non sottoporrete voi e il vostro orto a sostanze dannose alla salute. Talvolta meglio un ortaggio in meno, ma più buono e non contaminato.

L’equiseto lo si può usare sotto forma di infuso o di decotto, ma c’è anche chi lo utilizza per produrne del macerato. In ogni caso il dosaggio è: 1 kg di equiseto fresco o 150/200 gr di pianta essiccata per 10 l di acqua. Si usa tutta la pianta ad eccezione delle radici.

Per ottenere il decotto occorre lasciare l’equiseto a bagno 24 ore nell’acqua, poi va riscaldato fino ad ebollizione, che dovrà continuare dolcemente per circa 20/30 minuti. Il liquido ottenuto diluito 4 o 5 volte potrà essere usato direttamente per irrigare il terreno o irrorato sulle piante (sia ortaggi che frutti) ogni qualvolta pensiamo che il nostro orto o balcone vada difeso dall’attacco dei funghi. L’aggiunta di silicato di sodio allo 0,5-1% ne aumenta l’efficacia e la persistenza. Si può usare tutto l’anno eccetto in inverno.

Per ottenere l’infuso non dobbiamo fare bollire l’equiseto, ma dovremo versare dell’acqua calda sulle foglie e lasciare riposare il liquido per qualche minuto (come fosse del buon tè). Poi diluito 5 volte e aggiunto al macerato di ortica e sapone neutro in pasta (circa 0,3%, per migliorare l’adesività)  può darci una mano in primavera-estate contro i parassiti (ragnetto rosso, cocciniglie, afidi, ecc) .

Adesso tutti a caccia di equiseto! Aguzzate gli occhi non sarà difficile individuarlo!

Commenti
8 Commenti a “Equiseto, preparazione e utilizzo contro le malattie fungine”
  1. Agricoltore89 scrive:

    Salve,
    vorrei chiedere alcuni consigli in merito all’articolo…il decotto è preferibile rispetto al macerato di equiseto?
    La mia idea era di unirlo al macerato di ortica, possono essere usati sia come fertilizzanti che contro afidi e funghi nebulizzati sulla pianta? Ogni quanto? E può essere dato su qualsiasi ortaggio che ho nell’orto? Pomodori,zucchine,melanzane,insalata,bieta,spinaci,patate,fragole, peperoncino,cocomeri, melone, sedano, prezzemolo,fagioli, fagiolini? Diciamo che sono al primo anno di orto e vorrei diventare esperto in poco tempo….anche se sò che è impossibile! Grazie mille un saluto.
    (Agricoltore89)

    • Stefano Pissi Stefano Pissi scrive:

      Ciao Agricoltore89,
      come ti dicevo già in precedenza puoi utilizzarli anche insieme su tutti gli ortaggi, ma ti invito anche a vedere l’orto e le piante, che dentro ci regnano, non solo dal punto di vista delle malattie e insetti dannosi che le possono colpire. Agisci e coltiva con fiducia e vedrai che i risultati presto o poi arriveranno sicuramente.
      Salute e buon orto

  2. AlbertonePistolone scrive:

    Buongiorno.
    Quest’anno nel mio orto e’ stato un vero e proprio disastro per quanto riguarda i pomodori e secondariamente anche i fagiolini.

    Le piogge, il vento e soprattutto la continuità’ di questi fenomeni persistente in tutti i mesi primaverili non hanno risparmiato questa coltura, di circa 32 piante – qualità’ tondi e cuore di Albenga – e purtroppo non solamente a me: per la cronaca di recente ne ho riacquistate 4 a cuore, badando fosse ancora presente e ben visibile il trattamento a base di solfato di rame e/o equivalente.

    Va notato che la tipologia datterino formata da 4 piante messe a dimora sempre nel medesimo periodo – inizio maggio -, si e’ dimostrata molto piu’ resistente alla peronospora – almeno fino ad ora – e a tutti gli altri agenti potenzialmente pericolosi alla salute di questo ortaggio.

    Ora come ora, visto lo stato di avanzamento della malattia sara’alquanto difficile porvi rimedio, ma posso dire che al mio vicino di casa questa problematica si e’ manifesta in misura sensibilmente ridotta, perche’ ha anticipato i trattamenti con il solfato di rame e la poltiglia bordolese – fino a poco tempo fa non l’ avevo mai sentita nominare – ogniqualvolta e immediatamente dopo il termine dei fenomeni temporaleschi.

    Per quanto mi riguarda in futuro cercherò’ di porvi rimedio anticipato con altre alternative, tra cui mi sono stati segnalati essere molto efficaci gli induttori di resistenza a base di pino siberiano con il grosso svantaggio di essere tendenzialmente molto costosi.

    E ora proprio in funzione di quest’ ultimo aspetto analizzato chiedo gentilmente : sempre in ambito naturale – biologico esistono altre soluzioni al fine di accrescere preventivamente la resistenza delle piantine a tutti gli agenti potenzialmente dannosi ?

    Ed inoltre : che differenza c’e tra l’uso del solfato di rame e la poltiglia bordolese?

    Grazie e buona giornata.

    (Alberto)

    • Stefano Pissi Stefano Pissi scrive:

      Ciao Alberto,
      quando si verificano queste stagioni è sempre difficile ar fronte alle malattie fungine che comunque si tengono a bada sempre e comunque con la prevenzione, cioè come il tuo vicino d’orto, trattando le piante fin da subito e regolarmente ogni 7-10 giorni, affinchè siano sempre coperte. Esistono in commercio, specialmente per i produttori di ortaggi professionisti dei prodotti induttori di resistenza alle malattie delle piante, ma mi sembra un pò esagerato per le coltivazioni hobbistiche come le nostre. Per quanto riguarda la poltiglia bordolese ti invito a visionare questo bel filmato che trovi nel link, che ti spiegherà tutto.
      Salute e buon orto!

  3. Manuela scrive:

    Salve, sono una grande appassionata di verde!!
    Ho solo un grande terrazzo che però è pieno di vasi con piante varie, perenni principalmente e soprattutto in questo periodo dell’anno vengono attaccate da diversi parassiti.
    Vorrei chiedere se è possibile fare una preparazione che si mantenga nel tempo, a base di equiseto. Non mi è facile trovarlo, vicino casa, ma ora che sono in vacanza ne ho vista molta e vorrei raccoglierla e conservarla per poterla usare nei prossimi mesi. Un macerato quanto dura? È come si prepara? Ed altre soluzioni?
    Grazie mille!
    (Manuela)

    • Stefano Pissi Stefano Pissi scrive:

      Ciao Manuela,
      grazie per tutto l’entusiasmo che ci comunichi con il tuo racconto, di te e della tua passione verde!
      Un suggerimento per il tuo preparato di equiseto è quello di raccogliere adesso la pianta fresca e di farla seccare bene, poi potrai fare il tuo preparato fresco durante tutto l’anno utilizzando 150gr di pianta secca per 10 litri di acqua.
      Salute e buon orto.

  4. ALBERTO scrive:

    Ok Stefano !

    Per fortuna in seguito vi e’ stata una gradita e soprattutto inaspettata ripresa – non ci avrei mai creduto -.

    Infatti anche se i trattamenti a base di solfato di rame sono stati dati dopo la gia’ nota e diffusa comparsa della malattia fungina  hanno permesso lo stesso il netto rinvenire delle piante di pomodoro: a tal riguardo le ho addirittura tenute a dimora fino ad inizio ottobre.

    Ovviamente il merito di tutto ciò’ è anche dovuto al contemporaneo calo dei fenomeni temporaleschi verificatosi, fatalità, pochi giorni prima dell’inizio del solstizio estivo.
    Quest’anno un po’ tutte le colture si sono dimostrate abbastanza prolifiche compresi i peperoni.
    Adesso sto consumando gli ultimi finocchi tardivi, prima di incominciare i vari radicchi e le cicorie messe a dimora tra meta’ del mese di agosto e meta’ settembre.
    A livello di radicchi ho messo in campo delle piantine di Verona precoce e tardivo mentre per quanto riguarda la semina le varietà’ della cicoria a grumolo verde e il radicchio di Masera’ – quest’ultimo citato assai simile al Castelfranco.
    E proprio riguardo quest’ultimi punti sto aspettando la comparsa delle prime brine affinché gli stessi diventino piu’ croccanti e saporiti.

    Stessa cosa sono in attesa prima della consumazione dei vari cappucci rosso e a cuore di bue : anche in questa circostanza le temperature alte relativamente al periodo in corso non stanno permettendo lo sviluppo finale nonostante siano ampiamente passati i giorni solitamente prescritti ad opera del produttore ortofrutticolo- ma sono solo indicativi – nelle apposite targhette.

    Grazie e buon fine settimana.

    (Alberto)

    • Stefano Pissi Stefano Pissi scrive:

      Ciao Alberto,
      grazie a te di tutto quello che ci descrivi del tuo orto…che sarà bellissimo!
      Ci sembra che poi tu sia veramente esperto su tante colture ortive….ancora complimenti.
      Salute e buon orto.

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